L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 febbraio 2016

Viktor Orban da 32.000 euro per il terzo figlio e apre ad asili nidi

L’Ungheria difende davvero la famiglia. Altro che Renzi ed Alfano…
L’Ungheria difende davvero la famiglia. Altro che Renzi ed Alfano…


Mentre l’Italia cede alle pressioni dell’ideologia omosessualista contraria alla famiglia naturale, nell’Europa dell’Est si assiste ad una vera e propria rinascita spirituale.

I Paesi schiacciati per decenni dal tallone degli antenati di quanti oggi a Roma si inventano il “matrimonio gay”, obbedendo ai diktat di ricchi gruppi finanziari a cui poco interessa la difesa dei poveri, hanno invece capito l’importanza di difendere la famiglia, cellula base della società e pre-esistente ad ogni ordinamento giuridico e statale.

Tra questi, basti pensare alla Polonia e all’Ungheria, Nazioni cristiane oggetto di pesanti attacchi da parte delle istituzioni dell’Unione europea. Nazioni orgogliose della propria identità e della propria sovranità, decise ad opporsi senza complessi di inferiorità e con coraggio alla follia delle lobby LGBT.

Ma la loro non è solo una strategia difensiva, fatta di meri divieti.

Il premier ungherese Viktor Orban

Prendiamo per esempio l’Ungheria, governata dal premier Viktor Orban. A differenza di Renzi, Alfano e della pletora di politici italiani (di ieri e di oggi) che prendono voti promettendo di mettere al centro del loro lavoro l’aiuto economico alle famiglie, Orban le famiglie le aiuta sul serio.

Nel dicembre scorso, infatti, il governo di Budapest ha stabilito chealla nascita del terzo figlio i genitori riceveranno 32.000 euro e potranno pure richiedere un prestito della stessa cifra.

Il portavoce del governo Zoltan Kovacs ha dichiarato che tale benefit – fornito a chi lavora a tempo pieno – sarà erogato quando il bambino avrà compiuto sei mesi, permettendo così ai genitori di tornare al lavoro al più presto.

Inoltre, d’ora in poi, nei piccoli centri abitati, se almeno cinque famiglie faranno domanda per aprire un asilo nido, le istituzioni locali dovranno attivarsi perché ciò sia possibile a partire dall’anno successivo alla richiesta. Finora, infatti, solo le città con più di diecimila abitanti avevano l’obbligo di fornire servizi per la cura del bambino. Ecco come si coniugano esigenze lavorative e tutela della famiglia.

Questo accade in un Paese democratico dell’Unione europea, nel XXI secolo. Questa è la vera civiltà. L’Italia, Patria del diritto, dovrebbe solo vergognarsi. E magari imparare qualcosa.

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