L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 marzo 2016

Fabrizio Palenzona&Roberto Mercuri, le crepe di un potere totalizzanze cominciano a prodursi

Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona verso l’addio alla presidenza

Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona verso l’addio alla presidenza
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Secondo l'Ansa i Benetton avrebbero deciso di non riconfermare il vicepresidente di Unicredit che nei mesi scorsi, insieme al suo braccio destro, Roberto Mercuri, era stato travolto dall'inchiesta su Andrea Bulgarella
Fabrizio Palenzona potrebbe, in tempi stretti, lasciare Aeroporti di Roma. Lo riferisce l’Ansa, secondo cui il manager potrebbe non essere riconfermato nella carica di presidente. L’indicazione dovrebbe arrivare da un prossimo consiglio di amministrazione della controllante Atlantia della famiglia Benetton, sicuramente prima dell’assemblea di Adr del 22 aprile per il rinnovo delle cariche sociali. La notizia arriva dopo che, nei mesi scorsi, dall’inchiesta della Dda di Firenze sui rapporti tra Unicredit (vicepresidente Palenzona) e il costruttore siciliano sospettato di investire in Toscana capitali riconducibili a Matteo Messina Denaro, Andrea Bulgarella, era emerso l’attivismo del braccio destro del presidente della società di gestione Aeroportuale, Roberto Mercuri.
Il dirigente da 230mila euro l’anno, veniva pagato da Adr ma lavorava, pur non avendone titolo, anche per Unicredit muovendo i fili di finanziamenti e nomine. Non solo. Dalle intercettazioni dell’Antimafia fiorentina era emerso come Palenzona, si fosse interessato “per trovare il modo, intervenendo personalmente presso Vito Mangano e Lorenzo Lo Presti, rispettivamente direttore risorse umane ed amministratore delegato della società AdR di fargli ottenere un ulteriore emolumento pari a circa 46mila euro”. Sempre in Adr lavorava anche “l’attuale fidanzata del Mercuri, la cittadina romena Talida Stroie”, come emerse da una telefonata del 4 febbraio 2015 che Mercuri ha fatto a Mangano “per ricordargli di rinnovare per un altro anno il contratto della propria fidanzata”.
Unicredit al momento sembra andare nella direzione opposta dai Benetton. Secondo le ultime indiscrezioni di stampa, l’istituto milanese avrebbe deciso di nominare Massimiliano Fossati come suo rappresentante nel consiglio di amministrazione della partecipata Mediobanca. Il manager, che a ottobre 2015 era stato nominato capo dei rischi del gruppo al posto del “molto formale” Alessandro Decio, era uno degli altri protagonisti delle carte dell’Antimafia fiorentina, anche perché era tra gli attori di una partita di promozioni varata seguita molto attivamente da Palenzona, Mercuri e dal vicedirettore generale di Unicredit, Paolo Fiorentino.

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