L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 marzo 2016

Firenze, la consorteria toscana di Renzi&Carrai hanno fatto diventare la città Fast food ma ancora non gli basta, vogliono la sua mercificazione eterna

Vertice segreto Renzi-Lotti-Nardella a Palazzo Vecchio: si parla di grandi opere 

26 marzo 2016 

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato, sebbene per poche ore, nelle stanze in cui ha mosso, da sindaco di Firenze, i primi passi verso la ribalta politica nazionale. Secondo quanto ricostruisce il Corriere Fiorentino, il dorso locale del Corriere della Sera, il premier ha riunito il 5 marzo – ma lo si è appreso solo oggi – il sindaco Dario Nardella, alcuni degli assessori e tecnici dell’amministrazione comunale, oltre al sottosegretario Luca Lotti e al presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, proprio in Palazzo Vecchio per discutere alcuni dei grandi ‘nodi’ del capoluogo toscano. Tra questi, lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze, l’eventuale realizzazione del nuovo stadio o, in alternativa, la copertura dello stadio ‘Franchi’ e i fondi per le strutture scolastiche comunali. 

Tra i nodi affrontati anche quello del sotto attraversamento della linea ferroviaria ad alta velocità – sul quale è aperta anche un procedimento giudiziario – e l’attraversamento sotterraneo del centro storico di una delle linee di tramvia attualmente in fase di realizzazione, dopo l’ “addio”, dato proprio da Renzi quando era sindaco, al progetto di far passare i binari della tramvia a fianco del Duomo. 

Il vertice preoccupa Grassi (Sel)

“La notizia del summit della scorsa settimana segreto nelle stanze di Palazzo Vecchio alla presenza del Premier Renzi e di Carrai nella veste di Presidente di Toscana Aeroporti non lascia tranquillo chi ama Firenze. Come poter accettare un sindaco che viene commissariato e che come a scuola prende appunti di quanto viene ‘consigliato’ dal suo predecessore e da chi rappresenta meglio la rete di poteri forti che sta sostenendo Renzi a Roma e che ancor prima ha permesso la sua scalata da Firenze alla Capitale”. 

“Un resoconto quello che emerge dalle notizie giornalistiche di oggi che racconta di una politica che non si basa su fattori oggettivi di valutazione per prendere decisioni sulle diverse opere che sono programmate per Firenze ma che valuta e sceglie in base a quali e quanti voti, queste rischiano di far perdere, e quali interessi economici verranno favoriti. Ecco che la TAV si dice rischia di vedere uno stop, del quale se fosse definitivo saremmo i primi contenti e ad esultare, perché non arrivano sufficienti fondi compensativi al Comune e non per i rischi, la pericolosità, l’inutilità e i costi esagerati dell’opera che consiglierebbero a chiunque di lasciar perdere. 

E si scopre che invece passerebbero in primo piano il passaggio in sotterranea della tramvia in centro storico, le cui nostre valutazioni poco differiscono da quelle della TAV, e l’aeroporto: progetti per i quali si prenderà la strada dei poteri straordinari per passare sopra a procedure, valutazioni e analisi ambientali. Una strada obbligata per chi ormai non vuol perdere la faccia dopo averle promesse a chi dovrà realizzarle e guadagnarci, tanto che non si può neppure ipotizzare di tornare indietro”. 

“Questo modo di governare è quello di Renzi che ormai conosciamo fin troppo bene e dal quale speriamo di liberarci al più presto. Un metodo che si basa sull’occupazione di ogni posto di comando e distrugge in ogni modo le procedure che hanno garantito in passato, anche qualora fosse contrario il parere della cittadinanza, almeno di rendere palesi ed evidenti i rischi e i costi delle opere che si volevano realizzare e che invece adesso vengono dribblate e aggirate a colpi di decreti e poteri straordinari a politici e tecnici scelti da chi governa”. 

Donzelli(Fdi): “Lo sbarco di Renzi ha bloccato la città” 

“Ha venduto la sua immagine e l’ha usata per la sua scalata politica facendo credere che avrebbe rottamato l’immobilismo con un modo diverso di fare politica, prendendo in giro persino i tifosi della Fiorentina illudendoli con il progetto del nuovo stadio. Ora è chiaro a tutti che lo sbarco di Renzi e del renzismo non ha cambiato nulla, anzi ha bloccato la città per anni sulla progettazione di opere che non si realizzeranno mai”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Toscana Giovanni Donzelli commenta la notizia del vertice in Palazzo Vecchio tra Renzi, il sindaco Dario Nardella e alcuni assessori e tecnici, oltre al sottosegretario alla presidenza Luca Lotti ed al presidente di toscana Aeroporti Marco Carrai. “Il vertice che c’è stato a Palazzo Vecchio fa venire alla luce del sole ciò che avevamo già ben chiaro dall’inizio – conclude Donzelli – cioè che Nardella sarebbe stato solo un burattino nelle mani del premier”.

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