L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 marzo 2016

il governo del corrotto Pd ha deragliato

Renzi e le sue bugie

 Martedì, 29 Marzo 2016

Ormai è chiaro a tutti che il signor Renzi Matteo, ha dimostrato solo di essere un abile imbonitore con spiccate attitudini propagandistiche e demagogiche. Il suo governo, composto da mediocri politicanti, presto sarà impietosamente giudicato dalla storia e dai fatti che smentiranno e smentiscono tutte le aspettative sbandierate e millantate dall’imbonitore.
Purtroppo il PD renziano è diventato un coacervo, un’accozzaglia di politicanti opportunisti, riciclati ad hoc, ex politicanti di forza italia, ex politicanti montiani, alfaniani, verdiniani, trasformisti senza scrupoli, sono passati senza ritegno a far parte del PD modificato purtroppo geneticamente.
Di fatto Renzi Matteo ha decretato ufficialmente la morte della sinistra italiana, inaugurando la stagione delle politiche neoliberiste, capitalistiche e filo berlusconiane, fautore di una economia pericolosa senza regole, che crea inevitabilmente uno squilibrio sociale senza precedenti, inasprendo le diseguaglianze sociali, con il reale rischio di calpestare e mettere in bilico i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
In soldoni, questo governo renzi, ha come obiettivo preminente quello di favorire l’ alta finanza,con la benedizione di confindutria e delle banche. Insomma come può essere credibile un Partito (il PD) ormai diventato un caravan serraglio di gente che della realtà effettuale manco sa nulla e non gli interessa nulla dei veri problemi della gente? Purtroppo il Pd dell’era (speriamo breve) renziana e’ diventato il partito delle banche e dei poteri forti, in tutto questo Bersani e la sinistra minoritaria del PD, sono complici di questa politica nefasta che sta distruggendo lo Stato sociale, per cui non hanno attenuanti.
La Costituzione italiana sta rischiando solo di diventare un antico libro da studiare nei licei? Solo per fare un esempio che dimostra la demagogia propagandistica del governo renziano, per quanto riguarda il settore vitale della scuola pubblica,ebbene, Renzi Matteo ha sempre promesso che per la scuola pubblica il suo governo avrebbe investito risorse importanti rinnovando anche il contratto ai docenti ridando dignità alla loro professione, e invece se leggiamo infatti il Def (Documento di Economia e Finanza 2016)  la spesa italiana in Istruzione passerà al 3,7% nel 2020 per poi scendere fino al 3,3% nel 2035.
Ci verrebbe solo da ridere,e questo per la scuola pubblica,non osiamo immaginare cosa succederà per gli altri comparti fondamentali dello stato sociale, come la sanità e le pensioni.
All’orizzonte si addensano nubi minacciose, speriamo che la società civile italiana, non rimanga indifferente di fronte a questo scenario davvero angoscioso.
di Michele Orabona

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