L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 marzo 2016

Implosione europea, Diem25 falso ideologico, altri tipi di euroimbecilli avanzano vogliono salvare l'Europa putrescente ed immodificabile

Diem25, il movimentino rock di Yanis Varoufakis


Chi c'era, chi non c'era e che cosa si è detto alla presentazione del movimento Diem25 dell’ex ministro greco Yanis Varoufakis

Nonostante il vento gelido, ieri sera c’era una lunga fila di persone fuori dal cancello principale dell’Acquario Romano. Tutti in attesa di entrare alla presentazione del movimento Diem25 dell’ex ministro greco Yanis Varoufakis prevista per le 19:00. Pochi metri più là, nel giardino del palazzo, un’altra fila, molto più lunga: erano le persone con diritto ad entrare perché erano arrivati molto presto all’ingresso. Più che l’entrata per un convegno politico guidato da un accademico, ricercatore ed ex ministro, l’ambiente era quello di un concerto rock.

MUSICA DAL VIVO

La musica c’era. Al cancello, per mitigare l’attesa, una ragazza bionda suonava la chitarra. La capienza della sala è di circa 600 persone, ma molti si sono seduti per terra e hanno seguito gli interventi dalle gallerie. All’interno c’era un gruppo musicale, Notturno & Clandestino, con musica classica dal vivo. “Questo pezzo è una marcia che dovrebbe iniettare energia, vigore a questo movimento che sta per nascere oggi. Accompagnateci con le mani”, ha detto il direttore d’orchestra. Erano le 20:10. Come Madonna all’ultimo concerto a Melbourne (ma con meno successi alle spalle), la star della serata, Varoufakis, si faceva attendere.

IL CENTRO DEL MONDO

“Cos’è per te il centro del mondo e cos’è per te essere europeo?”, ha chiesto una giovane bionda, telecamera in mano, ad un ragazzo che era in fila. “Il centro del mondo per me è fare parte di una comunità, e anche quello è l’essere europeo, fare parte di qualcosa. Diem25 è la possibilità di rivendicare quel sentimento”, ha risposto Claudio, 31 anni. Ieri sera all’Acquario Romano tra il pubblico c’erano pochi volti noti, ma molti trentenni entusiasti.

IL VIDEO CLIP

Sotto la cupola dell’Acquario Romano, c’era un grande schermo dove è stata trasmessa una presentazione video di Diem25, con un montaggio al miglior stile MTV. Clip dei nuovi leader della sinistra europea (Jeremy Corbyn, Marisa Matias, Pablo Iglesias e, infine,Varoufakis, soltanto lui seguito da telecamere e simpatizzanti), seguiti da immagini di motociclisti in giro per Roma. Un chiaro riferimento all’ex ministro greco che, quando si recava alla sede della Commissione europea a Bruxelles lo faceva in sella alla sua moto, giacca di pelle e zaino.

GLI INTERVENTI

La scaletta della serata prevedeva gli interventi di Julian Assage (WikiLeaks), Lorenzo Marsili (European Alternatives), Marisa Matias (Bloco de Esquerda – Portogallo), il filosofo croata Srecko Horvat, Valentina Orazzini, Igiaba Scego, Luciana Castellina, Marica Di Pierri, Cecilia Strada (figlia di Gino Strada, Emergency) e Jorge Morruno (Podemos – Spagna). Sulla scheda si leggeva che “la regia” del “talk real” era a cura di Berardo Carboni.

(POCHI) VOLTI NOTI

A seguire l’evento in prima c’era il filosofo Toni Negri, uno dei primi firmatari italiani del manifesto Diem25. Anche l’ex magistrato Antonio Ingroia, il deputato di Sel, Nicola Fratoianni, il sindacalista Salvatore Bonadonna, il giornalista Corradino Mineo, l’attivista Luca Casarini e l’europarlamentare Roberto Musacchio. Sebbene aveva firmato il patto “Per un piano B in Europa”, Stefano Fassina non era ieri all’Acquario Romano con Varoufakis: “Diem non mi convince”, ha detto al Corriere della Sera, mentre Alfredo D’Attorre ha spiegato di essere rimasto a casa perché il movimento è“Fumo con la manovella, si dice a Napoli”.

DISINTEGRAZIONE DELL’EUROPA

Dopo il saluto iniziale di Marsili, è entrato Varoufakis, accolto da una grande ovazione. Ampio sorriso, portava una giacca nera, rigorosamente senza cravatta. Le prime parole le ha dedicate agli attentati a Bruxelles: “Gli ultimi attacchi sono una prova delle sfide comune. Dobbiamo trovare i responsabili e debellare le cause del terrorismo. È un male che riguarda tutti noi e ci mette alla prova per promuovere l’integrazione di tutti gli europei”. “Nonostante la tristezza – ha aggiunto l’ex ministro – oggi siamo ottimisti. Cominciamo questo evento con la musica. Perché Diem è ottimismo. Alcuni di noi siamo molto preoccupati. Come recita lo slogan del movimento, l’Unione Europea sarà democratizzata o si disintegrerà. È così”.

MICRO-GRUPPI INDIPENDENTI

Varoufakis ha voluto sottolineare che Diem25 non è un partito, ma un movimento che stimola il dialogo comune che fino ad ora non c’è stato: “I problemi economici della Grecia erano della Grecia, i problemi del debito italiano erano dell’Italia. Questo non può continuare… Dobbiamo dare vita ad un’alleanza. Con incontri verticali come questo, creando collettivi spontanei che si confrontano. Grazie a Diem25 ci sono gruppi di cittadini europei, senza controllo alcuno, che cercano di seguire i principi del manifesto”.

IL MANIFESTO

I temi fondamentali del manifesto Diem25 sono: esigere la trasparenza delle istituzioni europee; fissare un approccio comune sul fenomeno della migrazione; sostenere una “trasformazione verde” con fondi di investimento; creare un’indipendenza tecnologica dai grandi gruppi (Apple, Google, Microsoft); mettere a punto una Costituzione europea.“Questa sera accenderemmo una luce che splende sulle istituzioni europee per mettere fine a una lunga notte… Carpe Diem”, ha detto Varoufakis, con il tono scenografico de “L’attimo fuggente”.

DONAZIONI E PROPOSTE

Sul sito però il pulsante “donazioni” è inattivo: “Non vogliamo le vostre donazioni. Almeno, non adesso. Non finché Diem non sarà operativo e i suoi membri potranno decidere insieme come usare l’essenza alienata del lavoro umano – il vostro denaro (come Marx una volta lo descrisse)”. Ma sul tavolo all’ingresso c’era un invito per “continuare a donare nel crowdfunding di Diem25. Siete ancora in tempo!”. Anche due fogli per segnare proposte, spunti concreti per l’Europa. Per qualcuno, è invece prioritario “abolire la Bossi-Fini”. 

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