L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 marzo 2016

Italia buonista - Zocca, Colodi e Favullo imbecilli che lavorano per annullare la propria identità

27/03/2016 

EURISIS

Niente benedizione Offende l’Islam

La decisione in alcune scuole dell’Emilia: un caso a Zocca, paese di Vasco Rossi GUERRA SANTA Ma la scuola serve a insegnare la cristianità

++ CHIESA: CORTE STRASBURGO, NO A CROCEFISSI NELLE CLASSI
«La responsabilità così resta in capo ai presidi: a macchia d’olio si sta espandendo l’usanza di vietare la benedizione a scuola». A parlare è Valentina Mazzacurati, responsabile dei giovani di Forza Italia di Modena che in questi giorni ha denunciato la discriminazione al contrario subita da tanti alunni cattolici e non. «Abbiamo avuto questo caso a Zocca, poi a Collodi, a Favullo. Si sta verificando quello che avevamo detto: andiamo a sostituire le nostre tradizioni con quelle di altri, senza che nemmeno ci venga chiesto». Una rimozione culturale di fatto che, nelle zone limitrofe all’immaginario sviluppato da Giovannino Guareschi, non è di certo una novità: «A Natale ci siamo sentiti dire che dovevamo togliere i presepi e accettare di far cantare canzoni in arabo ai nostri figli per dimostrarci accoglienti e per non disturbare la sensibilità dei musulmani – continua a raccontare Mazzacurati - Ora, a Pasqua, ci sentiamo dire che non si devono fare le benedizioni per non turbare la sensibilità altrui».

Ciò che viene denunciato, poi, è che tutto ciò avvenga proprio a ridosso dell’ennesimo attacco terrorista di matrice islamista e nel momento in cui i cristiani nel mondo continuano a essere un bersaglio privilegiato: «Quando abbiamo accettato i canti in arabo a Natale potevamo sentirci offesi e turbati visto che in nome dell’Islam vengono uccisi cristiani in tante parti del mondo e ora dobbiamo subire anche il divieto per le benedizioni pasquali».

Non solo la politica ha protestato contro le decisioni dei dirigenti della scuola media «Bursi» di Fiorano, della scuola elementare «Martiri della Libertà» di Zocca e della scuola elementare «Da Vinci» di Pavullo. A Zocca – come riporta la Gazzetta di Modena - la madre di un alunno ha organizzato una petizione in paese per chiedere che fosse mantenuta la benedizione pasquale: «Ho potuto constatare che la grande maggioranza della popolazione è d'accordo con me – ha spiegato - anche coloro che si definiscono atei o lontani dalla religione. Hanno firmato pure sindaco e assessore all'istruzione. Questa non è soltanto una questione religiosa, ma soprattutto culturale». Anche i sacerdoti, pur senza polemizzare platealmente, non sono rimasti a guardare. Alcuni, ad esempio, hanno tenuto le benedizioni in strada, fuori dagli istituti scolastici. Come quella organizzata da don Paolo Orlandi, parroco di Spezzano, che ha benedetto i partecipanti (tra cui alunni e genitori) all’esterno delle scuole medie Bursi. «La mia intenzione non è per nulla ostile nei confronti della scuola – ha tenuto a precisare - anzi nutro stima per il dirigente e per i docenti. Ho voluto organizzare questo momento in modo che chi vuole può liberamente avere la benedizione in vista della Pasqua». Se nelle scuole emiliane dunque, in nome di un’interpretazione estensiva del concetto di laicità, non sembra esserci più posto per canti natalizi a tema religioso e benedizioni ciò non vale quando si tratta di far intonare ai bambini «Bella ciao», come è avvenuto in un istituto a Scandiano (provincia di Reggio Emilia), in nome dei «principi costituzionali e antifascisti alla base della nostra comunità», come tuonava l’assessore del Comune. Su questo «dogma», a quanto pare, non c’è spazio né scampo per gli «infedeli».
Antonio Rapisarda

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