L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 marzo 2016

Libia&Guerra, i politici imbecilli italiani al servizio degli interessi statunitensi, francesi e inglesi

Libia: la De Gaulle alle manovre navali franco egiziane?
di Redazione
 
1 marzo 2016, pubblicato in Enduring freedom
Una “fonte francese ben informata” ha riferito che la portaerei Charles De Gaulle compirà, “nei prossimi due giorni”, “manovre con la Marina egiziana”: lo si legge da ieri sul sito arabo Al-Wasat. Il sito precisa che, secondo una “fonte militare francese”, la portaerei ha lasciato il Golfo persico lunedì scorso, “è in rotta verso il Mediterraneo e deve arrivare al largo del litorale libico alla fine della settimana in corso” (che nei paesi islamici finisce venerdì).
Nei giorni scorsi l’ennesimo misterioso raid aereo che aveva portato alla distruzione di un convoglio dello Stato Islamico diretto da Sirte a Bani Walid aveva indotto molti osservatori ad attribuirne la paternità a cacciabombardieri francesi ed egiziani.
Il sito israeliano di intelligence Debka riferisce che le manovre navali congiunte tra Francia ed Egitto davanti alle coste libiche che includerebbero la portaerei De Gaulle sarebbero state deciso da Parigi “dopo che il presidente Francois Hollande e quello egiziano Abdel Fattah Sisi avrebbero concordato con l’Italia un attacco  congiunto allo Stato Islamico in Libia”.
“Le tre potenze – aggiunge il sito israeliano – avrebbero raggiunto un accordo per lanciare l’offensiva a fine aprile o a maggio”.
Il piano, prosegue Debka, sarebbe stato rallentato dalle “esitazioni” di Washington sul ruolo che gli Usa avrebbero dovuto ricoprire e avrebbe costretto “Parigi,
Il Cairo, Roma e Londra a ritardare il lavoro per stilare una lista degli obiettivi Isis da colpire (almeno 118 quelli rilevati in Libia secondo indiscrezioni)  e valutare nel complesso le forze da mettere in campo”.
Fonti di governo italiane sentite dall’Ansa non hanno voluto commentare queste indiscrezioni ma Roma ha finora escluso un intervento senza prima un’esplicita richiesta da parte del nuovo governo libico ancora in attesa della fiducia parlamentare e di insediarsi.
In questo quadro, si susseguono le voci circa  la presenza di forze speciali francesi a Bengasi, per sostenere l’offensiva del generale Khalifa Hatar, e anglo-americane a Misurata per addestrare le milizie locali.
(con fonti Ansa e AGI)
Foto: AP e Stato Islamico

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