L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 marzo 2016

NoTav - i pagliacci possono diventare senatori? si

Esposito, PD: “Presentò un’interrogazione sul programma di Mercalli, trasmissione di 22 minuti contro la TAV non è ammissibile”

Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , nel corso del Format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Stefano Esposito ha parlato di Ignazio Marino e del libro, ormai prossimo all’uscita, dell’ex primo cittadino della Capitale: “Se sono preoccupato per il libro di Marino? Assolutamente no, ma secondo voi uno si deve preoccupare per il libro di Marino? Cosa mi aspetto dal libro di Marino? Non mi appassiona il tema, ma non ne sono assolutamente preoccupato. Non sono né curioso né preoccupato di quello che può aver scritto, l’ho conosciuto bene nell’esperienza romana, come ho detto a più riprese non è esattamente una di quelle persone su cui puoi mettere la mano sul fuoco che dica la verità. Il fatto che Orfini e gli altri nella cena a casa di Causi gli consigliarono di tornare in America? Questa è una assoluta bugia. Una assoluta bugia, ma io presumo che ci saranno tante cose raccontate alla Marino in questo libro. Tante balle? Sì, mi aspetto dei racconti romanzati a modo suo. E’ una storia che sul piano politico è chiusa, il suo libro neanche penso di comprarlo e di leggerlo“.
Stefano Esposito, poi, ha parlato dei No Tav, attaccando il  conduttore di Raitre Luca Mercalli, sul quale annuncia di aver presentato una interrogazione parlamentare: “A Pasqua ci sono stati degli stupidi che hanno passato le vacanze a Chiomonte e non sapendo cosa fare la sera andavano a tirare sassi al cantiere. Lì fanno i campeggi, vanno in ferie, quando non hanno nulla da fare poi se la prendono col cantiere. Sabato, poi, una trasmissione di Raitre condotta da Luca Mercalli è riuscita a fare 22 minuti di propaganda No Tav su una rete pubblica, Questa è una cosa incredibile. Luca Mercalli è noto per essere un esponente No Tav, molti lo conoscono per le sue previsioni meteo, ma da dieci anni fa parte del movimento No Tav. E ha fatto una trasmissione in cui ha raccontato la sua versione dei fatti, invitando 4 persone che la pensano come lui. Ognuno può avere le opinioni che ritiene, ma la Rai con i soldi dei contribuenti non può pagare un conduttore che fa una trasmissione a senso unico su un tema così delicato. Non può utilizzare una rete pubblica pagato dai contribuenti per fare una propaganda No Tav. Sono curioso di vedere cosa mi risponderà il direttore di rete per questi 22 minuti. Presenterò interrogazione parlamentare per questo, in Rai serve il confronto, altrimenti smettiamola di parlare di televisione pubblica, smettiamola di pagare il canone e ognuno fa quel che vuole. Abbiamo la par condicio per le elezioni, perché non possiamo avere la par condicio su tematiche di questa rilevanza?”.

Nessun commento:

Posta un commento