L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 marzo 2016

NoTav, le porcherie dei Tav vengono a galla

Mario Virano ex presidente dell’osservatorio tav rinviato a giudizio

Questa volta Mario Virano non riesce a evitare l'incriminazione da parte della magistratura. Il neo direttore di Telt è stato rinviato a giudizio.


Contributo di Alberto Veggio.
Il rinvio a giudizio in data 29 febbraio di , per omissione di atti d’ufficio, è un successo per il Movimento ma è anche un atto che a distanza di 8 anni contribuisce a dare una lettura più articolata dei fatti legati alla complessa vicenda in Valsusa.
A nostro avviso il comportamento di totale chiusura tenuto dall’Osservatorio sia nei confronti dei cittadini – con l’ingiustificato rifiuto a fornire la documentazione richiesta – sia nei confronti delle amministrazioni contrarie -palesato con il DPCM del 2010 che escludeva le Amministrazioni contrarie dall’Osservatorio-può aver contribuito ad aumentare la tensione ed il senso di ingiustizia che a volte si sono trasformati negli atti di protesta che così pesanti conseguenze penali e pecuniarie hanno avuto per molti cittadini ed della Valsusa e non solo.
Riteniamo che il comportamento del Presidente dell’Osservatorio abbia arrecato un notevole danno proprio allo Stato di cui egli è alto rappresentante in quanto è venuto palesemente meno ai suoi compiti che erano ben definiti all’art 2 del DPCM del 1 marzo 2006 che istituiva l’Osservatorio ovvero “l’Osservatorio è il luogo di confronto per tutti gli approfondimenti di carattere ambientale, sanitario ed economico e perseguire la precisa finalità di esaminare, valutare e rispondere alle preoccupazioni espresse dalle popolazioni della Valle di ” Il danno è sia istituzionale in quanto lo Stato attraverso l’operato del Presidente  dell’Osservatorio è stato percepito sempre più lontano e sordo alle richieste dei cittadini in quanto non rispettava le leggi che esso stesso emanava, sia concreto in quanto la necessità di dislocare in Valsusa un apparato di FFOO di dimensioni considerevoli in conseguenza delle proteste dei cittadini ha avuto ed ha un costo notevole per lo Stato stesso.
Siamo fiduciosi nell’esito del dibattimento proprio perché esso va molto oltre il fatto specifico in quanto crediamo sia paradigmatico dei rapporti Stato/Cittadino che molte volte sono critici proprio per la cattiva gestione delle situazioni e per la non ottemperanza delle leggi proprio da parte di coloro da cui lo Stato è rappresentato. Probabilmente ci costituiremo parte civile e verrà chiesta una sanzione pecuniaria esemplare, per creare un effetto deterrente sui dipendenti pubblici che non onorano il dovere di trasparenza della cosa pubblica, e che violano il concetto basilare per cui la P.A. è al servizio del cittadino, che la controlla. Non il contrario
Concludendo non possiamo non ricordare il recente pronunciamento dell’Antitrust che ha stabilito l’incompatibilità dell’Arch. Virano con il ruolo attualmente occupato di Direttore di , fatto che sommato a questo rinvio a giudizio dovrebbe far riflettere le Istituzioni sull’opportunità di dare un forte segnale di rinnovamento mediante una sua rimozione ed un totale rinnovo dei funzionari che hanno sino ad oggi gestito i rapporti tra lo Stato da una parte ed i cittadini e le amministrazioni periferiche dall’altra parte.
 

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