L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 marzo 2016

Roma elezioni - come era già scritto Marino si riprende la rivincita sul corrotto Pd e mette tutto nero su bianco

Marino a testa bassa contro Renzi: “Io contro le lobby, lui a tavola con loro”

marino_presentazione_libroROMA – Si apre con la ricostruzione dei giorni dellacacciata il libro-verità di Ignazio Marino, dal titolo ‘Un marziano a Roma’, presentato questa mattina nella sede della Stampa estera e domani al pubblico in una libreria.
Bersaglio principale dell’ex sindaco, dalla prima all’ultima pagina, racconta La Repubblica in alcune anticipazioni, è Matteo Renzi, accusato di essere il mandante di una caduta orchestrata come un golpe, seguito da Matteo Orfini, commissario del Pd romano e infine dall’ex vicesindaco Massimo Causi che, per sbrogliare la matassa delle dimissioni prima annunciate e poi ritirate da Marino, offre all’allora primo cittadino questa via d’uscita: “Tu lasci Roma, vai a Filadelfia e spegni il cellulare. Così per irreperibilità del sindaco il governo dovrà nominare un commissario e sciogliere consiglio e giunta”.
Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella di isolamento” , ha poi commentato durante la presentazione del libro.
“Dovevamo sganciare Roma dalle lobby, ma Renzi preferisce sedersi ai tavoli con le lobby. Avevo grandi aspettative nei suoi confronti nel momento in cui lui aveva un ruolo politico nazionale. Pronunciava parole in cui mi riconoscevo, come quelle sulle liberalizzazioni delle aziende che al Comune non servivano o sulle scelte delle persone da fare sulla base dei curricula. Da quella affermazioni siamo passati alle scelte dei direttori Rai e delle reti. Se l’avesse fatto Berlusconi molti giornali si sarebbero ribellati“, ha detto l’ex sindaco durante la presentazione.
“NON DARE AL PAPA COLPE DI RENZI SU MIA FINE” – “Ho avuto una piacevole conversazione con Papa Francesco durante la quale ho ripercorso in termini severi la mia visione dei fatti. Non va attribuito a lui ciò che va attribuito a Renzi e al Pd anche se alcuni hanno voluto interpretare le sue parole come un via libera contro Marino per potersi liberare di questa figura scomoda”. Commenta così l’ex sindaco di Roma parlando dei motivi della crisi finale della sua amministrazione. “L’incontro si è tenuto a febbraio- ha aggiunto Marino- Abbiamo stabilito che avrei raccontato gli incontri avuti con lui e che lui avrebbe letto il testo prima della pubblicazione”.
“RENZI E ZINGARETTI VOGLIONO FERMARE STADIO ROMA” – “La costruzione dello stadio della Roma è importante non solo per i tifosi, ma anche per la ricaduta economica di circa un miliardo e mezzo di euro che avrebbe. Il governo e il presidente della Regione Zingaretti hanno rallentato la costruzione e forse vogliono fermarla. Avremmo portato a Roma ricchezza culturale, sportiva ed economica. Il governo Renzi ha voluto interrompere questo percorso”. Lo ha detto l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo ai microfoni di Rete Sport prima della presentazione del libro ‘Un marziano a Roma’, rispondendo alle domande di Massimiliano Magni. La conferenza dei servizi deve ancora iniziare, ma visti i candidati sindaco in campo secondo Marino cosa potrebbe accadere? “Leggo nel presente molta confusione tra i candidati sull’argomento stadio della Roma e nessuno che abbia preso una decisione netta da una parte o dall’altra. Io mi auguro che prevalga l’interesse della città. Non c’è però la determinazione nel proseguire il progetto. Il futuro sindaco spero possa portarlo a termine”.

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