L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 marzo 2016

Siria&Parigi&Bruxelles - la Turchia svolge un ruolo molto ma molto attivo con i terroristi

Giordania contro Turchia. “Esporta terroristi in Europa”. Asse con Russia?
30 marzo 2016, di Laura Naka Antonelli
ROMA (WSI) – L’accusa è arrivata direttamente dal re Abdullah di Giordania: la Turchia, a suo avviso, sta esportando deliberatamente terroristi legati all’Isis in Europa. Le dichiarazioni del monarca sono state rilasciate in occasione di una riunione con alcuni membri del Congresso Usa, rimasta fino a pochi giorni fa segreta.
Senza fare tanti giri di parole, il re ha detto che gli jihadisti sono “creati in Turchia”, per poi essere “rilasciati” in Europa. Ai politici americani, è stata ricordata inoltre la complicità – neanche troppo segreta – che legherebbe la Turchia all’ISIS, con Ankara che acquisterebbe petrolio dai militanti dello Stato Islamico.
“Il fatto che i terroristi si stiano recando in Europa fa parte della politica della Turchia”, anche perchè il presidente turco Tayyip Erdogan ritiene che “la soluzione per la regione (del Medio Oriente) sia quella dell’Islam radicale“. Di fatto, la “Turchia cerca una soluzione religiosa per la Siria, mentre noi siamo a favore di elementi moderati nel sud e la Giordania ha fatto pressioni su una terza opzione, che non permetterebbe l’adozione di una opzione religiosa”.
Il meeting segreto tra il re giordano e i membri del Congresso Usa si sarebbe svolto l’11 gennaio, ma i dettagli sulle opinioni rilasciate sono emersi solo qualche giorno fa, riportati da Middle East Eye.
Alla domanda di un membro del Congresso Usa, secondo cui l’Isis starebbe esportando petrolio in Turchia, Abdullah ha risposto: “Sicuramente”. E la Turchia non si sarebbe certo limitata a fornire aiuti ai gruppi religiosi in Siria, secondo il monarca, in quanto tuttora starebbe permettendo ai foreign fighters di entrare nel paese. Erdogan starebbe poi aiutando le milizie dello Stato Islamico, sia in Libia che in Somalia.
Nessun commento è stato rilasciato dal governo della Turchia, riguardo alle dichiarazioni del re. Tuttavia, una fonte vicina all’esecutivo ha accusato il re di essere diventato “il portavoce di Bashar al-Assad“.
Sempre Middle East Eye ha riportato che le forze speciali britanniche, Sas, sono state affiancate anche dalle truppe giordane nelle lotta all’Isis in Libia, almeno dall’inizio dell’anno.

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