L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 aprile 2016

Livorno - separare la gestione della raccolta e del riciclo porta a porta da quello dello smaltimento

Romano: “Rifiuti, il Pd romagnolo svergogna quello livornese”

    venerdì 01 aprile 2016 09:51

    Sapete cosa fa il PD a Forlì (120.000 abitanti) mentre a Livorno vuole propinarci l’ennesima privatizzazione di “area vasta”, svendendo Aamps al carrozzone Retiambiente? Esattamente il contrario.
    E’ stata presentata dal sindaco PD Davide Drei la nuova società di gestione per la raccolta dei rifiuti, che quest’anno subentrerà al gigante quotato in borsa Hera s.p.a. ed ai suoi inceneritori, per separare la gestione della raccolta e del riciclo da quella dello smaltimento, evitando così monopoli e conflitti di interesse, proprio come raccomanda l’Antitrust.
    La nuova società gestirà un bacino di utenza molto più piccolo rispetto ad Hera, anche qui confermando le direttive Antitrust, applicando la strategia rifiuti-zero, visto che i dati certificano come la vecchia raccolta a cassonetti costi ai cittadini molto più rispetto al porta-a-porta.
    Inoltre, resterà una società 100% pubblica, quindi non esiste alcun obbligo di legge a privatizzare, come invece sostenuto dal Partito Democratico nostrale.
    Consiglio al PD livornese, svergognato clamorosamente dai colleghi romagnoli, di fare un esame di coscienza e smetterla di ripetere a pappagallo le filastrocche imbeccate dalle lobby interessate al business della monnezza.
    Anche il M5S di Nogarin deve stare attento, visto che nel programma ufficiale ha proprio quello che sta facendo il PD romagnolo: altri passi falsi verso la strategia rifiuti-zero produrrebbero un confronto umiliante. E’ ora di partire in quarta, risanando l’azienda grazie alle politiche virtuose.
    Andrea Romano – Resistere! Azione civica

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