L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 aprile 2016

Ucraina, Poroschenko è entrato in politica per fare soldi, niente ideali solo quattrini

Ucraina. La ricchezza di Poroshenko non si ferma più: nel 2015 aumenta di 100 milioni di dollari


Il presidente ucraino è l'unico oligarca ad aver visto aumentare il suo reddito personale, stimato in quasi 900 milioni di dollari

di Eugenio Cipolla

Delle fortune di Petro Poroshenko ce ne eravamo già occupati lo scorso anno, raccontando di come il presidente ucraino, nonostante la difficile situazione economica del paese, nel 2014 si avesse guadagnato sette volte di più rispetto al 2013. Oggi sul sito del presidente è stata pubblicata la dichiarazione dei redditi relativa all’anno fiscale 2015. Il magnate ucraino ha visto “precipitare” i suoi guadagni agli stessi livelli del 2013, dichiarando solo 62 milioni di grivne, al cambio attuale circa 2.371.000 dollari. Un abisso rispetto al 2014, dove lo stesso Poroshenko aveva dichiarato redditi per qualcosa come 17 milioni di dollari.

Secondo il documento, Poroshenko ha guadagnato 4.600 dollari come presidente dell’Ucraina, 472.000 dollari da dividendi azionari e 1.894.000 dollari da “altri tipi di reddito”. Il capo del colosso dolciario Roshen ha dichiarato inoltre la proprietà di diversi appezzamenti di terreno e immobili e un totale di 21,5 milioni di dollari di depositi bancari.

Complessivamente, dunque, il quadro sembrerebbe indicare una situazione negativa delle finanze di Poroshenko. Cosa, però, ampiamente smentita da Forbes Ucraina, che proprio ieri ha aggiornato la lista dei 100 uomini più ricchi del Paese. Nella top six l’unico ad aver aumentato il proprio patrimonio è proprio il capo della Bankova.

Andiamo con ordine. Al primo posto c’è ancora saldamente in testa Rinat Akhmetov. Il magnate del mercato metallurgico ucraina ha visto ridurre il proprio patrimonio da 4,
6 miliardi di dollari e 2,3 miliardi. Alla base di questo dimezzamento c’è la guerra in Donbass, che lo ha privato di molte attività e di un mercato letteralmente crollato a causa dello scontro tra separatisti ed esercito regolare. Dietro di lui c’è Igor Kolomoisky con una fortuna di 1,3 miliardi di dollari. Su di lui Forbes ha fatto notare come negli ultimi 5 anni il suo patrimonio complessivo sia calato di oltre il 50%. Al terzo posto, distanziato di qualche milione, c’è Gennadiy Bogolyubov, co-owner della Privat Group, uno dei colossi bancari ucraini.

Fuori dal podio ci sono Viktor Pinchuk con 1,2 miliardi (in perdita di 300 milioni rispetto allo scorso anno) e Yuri Kosyuk con 1 miliardo tondo, il quale, nonostante la crisi, scrive Forbes, ha continuato a investire nel mercato dell’alimentare. Al sesto posto troviamo Petro Poroshenko. «Il patrimonio del capo di Stato – si legge – è stimato in 858 milioni di dollari. Nell’ultimo anno è aumentato di 100 milioni di dollari. In più Roshen Corporation è stata convogliata in un blind trust. Egli possiede la Banca Internazionale degli investimenti, beneficiaria della holding “UPI-Agro”. Inoltre possiede un certo numero di attività nel settore dell’amido, dell’automobilismo, del navale e dell’ingegneria meccanica. Infine ha anche diverse aziende multinazionali e regionali nel settore radiofonico e televisivo». Insomma, il presidente ucraino si è tutt’altro che impoverito, in netto contrasto con il trend negativo che ha colpito i più grandi oligarchi del paese.

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