L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 maggio 2016

Brasile - Dina Roussef, c'è un colpo di stato per coprire frodi e tangenti, sempre più certezze

Brasile, registrazioni choc: “impeachment per coprire scandalo Petrobras”

25 maggio 2016, di Alberto Battaglia
Una registrazione rovente in cui compaiono l’ormai ex ministro brasiliano Romero Juca e l’ex presidente di una controllata di Petrobras, Sergio Machato, ha sollevato il forte sospetto che le forze del centro destra stiano usando l’impeachment alla Rousseff per oscurare le indagini anticorruzioneLava Jato, nelle quali sono coinvolti molti uomini dell’attuale esecutivo.

Cambiare governo, dice Juca nella registrazione pubblicata dal giornale Folha de São Paulo, “è necessario per fermare il salasso” proveniente dalle indagini giudiziarie. La posizione di Juca, ormai compromessa e contestata da migliaia di dimostranti infuriati per la notizia, ha portato il ministro della Pianificazione a rassegnare ieri le dimissioni.

Le indagini che spaventano il partito del presidente ad interim Temer gravitano intorno a un sistema di tangenti collegate ai contratti del colosso petrolifero statale Petrobras; invischiati nell’inchiesta ci sono sia lo stesso Juca sia altri sei fra i ministri dell’attuale squadra del presidente Michel Temer (subentrato a Dilma Rousseff in seguito all’avanzamento della procedura di messa in stato d’accusa).

La registrazione, nella quale viene manifestata la necessità di un impeachment, sarebbe precedente al voto che ha portato alla sospensione dell’ex presidente Rousseff. Secondo quanto riportato dai media Juca afferma letteralmente: “Deve esserci un impeachment, non c’è alternativa”, il ritorno di Lula, la mobilitazione sociale e sindacale, infatti, minacciano le prospettive economiche del Brasile, concordano i due interlocutori.

L’inchiesta giudiziaria andrebbe a toccare il partito cui appartengono sia Juca sia l’attuale presidente Temer, afferma poi Machato, al quale l’ex ministro Juca risponde: “dovrà esserci un patto”. Nonostante il clamore, Juca non ritiene che quanto emerso sia particolarmente originale: “una registrazione banale” che non contiene rivelazioni penalmente rilevanti, ha dichiarato il ministro dimissionario. Ma la Rousseff fa scintillare gli artigli:

“Se qualcuno aveva ancora dubbi sul fatto che ci sia un colpo di stato in corso, sulla base di poteri deviati e frodi, le dichiarazioni fortemente compromettenti del ministro per la Pianificazione di recente dimessosi Romero Juca sui veri obiettivi dell’impeachment, su chi c’è dietro di lui, tolgono ogni dubbio”.

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