L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 maggio 2016

Fratellanza Musulmana in fribillazione

Egitto: sceicco Qaradawi attacca gruppo dirigente dei Fratelli musulmani
Il Cairo, 24 mag 09:01 - (Agenzia Nova) - Lo sceicco Yusuf Qaradawi, presidente dell’Unione degli ulema islamici del mondo, ha attaccato l’attuale gruppo dirigente in esilio dei Fratelli musulmani egiziani definendoli dei tiranni, a causa della grave crisi interna che sta attraversando il gruppo. Sul suo profilo Facebook, l’anziano sceicco ha scritto che “ci sono dei modi di fare tipici dei tiranni che stanno colpendo il gruppo, sia da dentro che da fuori, per renderlo impossibilitato ad operare e per fermare qualsiasi cambiamento". Qaradawi accusa in particolare "i leader che si rifiutano di lasciare i loro posti e lasciare spazio alle nuove generazioni”. Pur non facendo nomi, il presidente degli ulema si riferisce all’attuale leader, Mahmoud Ezzat, al numero due Mahmoud Hussein e al numero tre del gruppo Ibrahim Munir, i quali si rifiutano di dimettersi nonostante il tentativo di mediazione dell’anziano sceicco che sosteneva le richieste dei giovani del gruppo di indire un congresso per nominare un nuovo gruppo dirigente.

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