L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 maggio 2016

Giglio Magico - il puzzo si allarga e si estende

Renzi pagò 5 mila euro per avere Ledeen a Firenze
Nel 2006 l'ex consulente del Sismi, ora grande amico di Carrai, fu ospite del Comune per un convegno.
di Alessandro Da Rold
26 Maggio 2016



Michael Ledeen

Che Michael Ledeen, il falco statunitense, professore, esperto di intelligence e punto di collegamento tra Cia e Mossad, si facesse pagare profumatamente per le sue conferenze pubbliche in Italia è cosa nota sin dai tempi di Bettino Craxi.
Ma pure dopo il crollo della Prima Repubblica l'ex consulente del Sismi ai tempi di Giuseppe Santovito, iscritto alla P2 di Licio Gelli, ha continuato a macinare consulenze nel bel Paese, rinnovandosi nella nuova epoca renziana e diventando amico di Marco Carrai, il Richelieu di Renzi in attesa di un incarico a palazzo Chigi sui Big Data o sulla cybersecurity.
Siamo lontani dalle cifre di cui parlò nella Commissione d'Inchiesta sul terrorismo l'ammiraglio Fulvio Martini, anche lui ex Sismi, quando spiegò, il 6 ottobre del 1999, che «Ledeen aveva avuto da uno dei miei predecessori 100 mila dollari per fare delle conferenze sul terrorismo, che erano assolutamente rubati».
Nello specifico questa volta, però, la consulenza è andata in scena a Firenze, dove nel 2006 l'allora presidente della provincia Matteo Renzi, il cui capo segreteria era Carrai, pagò 5.200 euro per ospitarlo a un convegno dal titolo: Ma i neocon sono nati in Chianti?.


La fattura che indica il pagamento di 5.200 euro a Michael Ledeen.

UN RAPPORTO CHE DURA DA MOLTI ANNI. A tirare fuori la vicenda è stato Alessandro Maiorano, dipendente comunale del Comune di Firenze, bestia nera del presidente del Consiglio, che tramite un accesso agli atti ha tirato fuori le fatture di quella tre giorni di maggio, quando Ledeen per poche ore di convegno fu ospitato all'Hotel quattro stelle La Croce di Malta e si fece poi addebitare il compenso sul suo conto. Ora Maiorano promette di portare tutto in procura.
Di Ledeen, tra incroci con Cia e Mossad, si è spesso parlato negli ultimi tempi, proprio in relazione alla possibilità di Carrai di entrare nella squadra di palazzo Chigi per gestire la cybersecurity in accoppiata con i nostri servizi segreti.
La nomina latita ormai da mesi, dopo le rimostranze di Aisi e Aise e persino quelle del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel 2006 nessuno protestò per l'arrivo di Ledeen, ora forse qualcuno potrebbe storcere il naso nel vedere come da diversi anni i rapporti tra Renzi e il falco statunitense siano più che mai affiatati.


La fattura del pagamento dell'albergo dell'ex consulente del Sismi.
 
Marco Carrai e Matteo Renzi.
 

MARTINI GLI VOLEVA IMPEDIRE DI ENTRARE IN ITALIA. Sul resto valgono le parole di Martini, l'ex numero uno del Sismi ai tempi di Craxi, che ebbe modo di conoscere Ledeen pure per la gestione di Sigonella, quando il falco statunitense fece da interprete da Ronald Reagan e lo stesso Craxi, traducendo talvolta furbescamente le parole dell'uno e dell'altro.
È tutto scritto nei libri di Gennaro Acquaviva, ex consulente politico di Craxi. Martini, in quella commissione del 1999, spiegò: «Io, tra l’altro, dissi, su domanda, che avevo chiesto all’ambasciata americana di non far entrare Mike Ledeen in Italia: era un tizio che lavorava ai margini della Cia». E poi: «Intanto quando Ledeen veniva in Italia andava direttamente dal presidente della Repubblica (Francesco Cossiga, ndr), che aveva conosciuto quando era ministro dell’Interno. E la cosa non mi piaceva. Secondo, perché Ledeen aveva avuto da uno dei miei predecessori 100 mila dollari per fare delle conferenze sul terrorismo, che erano assolutamente rubati. E poi perché era un individuo che lavorava a margine della Cia, e la cosa non mi piaceva. Era un professore dell’Università di Georgetown negli Stati Unti».
Né Renzi, né Carrai lo hanno mai ascoltato.

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