L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 maggio 2016

Israele - il popolo eletto non tollera cristiani e musulmani

Mondo
Acs, in Israele rabbini estremisti terrorizzano i cristiani
Il rabbino estremista Gopstein, contrario alla presenza di cristiani e musulmani in Israele, ha ufficialmente chiesto al governo di dare fuoco a tutte le chiese presenti nel paese. Il Patriarcato di Gerusalemme lo ha denunciato.


20/05/2016 di Redazione Toscana Oggi
Continuano le dichiarazioni del rabbino estremista Bentzion Gopstein, leader del gruppo Lehava, fermamente contrario alla presenza di cristiani e musulmani in Israele. Come riferiscono ad Aiuto alla Chiesa che Soffre fonti della Chiesa locale, già nell’agosto del 2015 Gopstein aveva ufficialmente chiesto al governo di dare fuoco a tutte le chiese presenti nel paese. Mentre a dicembre dello scorso anno il leader fanatico ha invitato le autorità a vietare la celebrazione del Natale.

«Le ricorrenti intimidazioni e provocazioni rappresentano una vera e propria minaccia alla convivenza pacifica in Israele», hanno dichiarato i vescovi del Patriarcato Latino di Gerusalemme a proposito delle affermazioni del rabbino. La Chiesa locale ha presentato una ufficiale denuncia contro Gopstein, che recentemente è stato interrogato dalla polizia. In passato l’uomo è stato più volte arrestato e interrogato ma non si è mai giunti ad una condanna.

I cristiani d’Israele ora hanno paura e temono che le affermazioni del leader fanatico favoriscano nuovi attacchi da parte dei fondamentalisti ebraici. «Dopo l’incendio alla Chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci del giugno 2015, i fedeli si chiedono: «quale sarà il prossimo obiettivo?», racconta ad ACS il vescovo ausiliare di Gerusalemme, monsignor Wiliam Shomali.

L’episodio cui il presule fa riferimento, avvenuto a Tabga sul lago di Tiberiade, si inserisce in una serie di numerosi atti vandalici e attacchi ai danni di siti religiosi cristiani e musulmani, commessi negli ultimi anni da estremisti ebraici riuniti in un movimento dal nome Price Tag [Etichetta del prezzo]. Dai graffiti offensivi e minatori quali «morte ai cristiani» o «vi crocifiggeremo» trovati sulle mura del monastero greco-ortodosso della Santa Croce a Gerusalemme nel febbraio 2012, alle scritte anticristiane del gennaio 2016 sulla Basilica della Dormizione di Maria della città santa.

Le dichiarazioni di Gopstein complicano dunque un quadro già di per sé delicato, alimentando nella Chiesa e nella comunità di fedeli l’insicurezza e la sensazione di vulnerabilità. Tuttavia, come spiega ad ACS padre David Neuhaus, responsabile della pastorale per i cristiani di madrelingua ebraica, «la retorica di Gopstein non è la più grave difficoltà che dobbiamo affrontare in Israele. Cristiani e musulmani qui sono perfettamente coscienti che la discriminazione è viva e vegeta in un paese che si autodefinisce come stato ebraico».

Padre Neuhaus ritiene inoltre che, pur essendo per ora gli attacchi fisici e verbali ai cristiani piuttosto limitati, persone come Gopstein abbiano i loro sostenitori. «Sono convinto che molti israeliani condividano il suo punto di vista. E anche se altri sono sicuramente disgustati da simili affermazioni, credo che sia urgentemente necessaria una campagna di educazione tra gli ebrei ortodossi, che possa insegnare il rispetto per le altre religioni».

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