L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 maggio 2016

Napolitano traditore della patria, ha lavorato affinchè un parlamento illegittimo, eletto con il Porcellum con una maggioranza fittizia, non ha titolo per cambiare Costituzione

Salvini: scuse a Napolitano? È lui che deve vergognarsi

"Si faccia da parte che di danni ne ha fatti abbastanza"

Salvini: scuse a Napolitano? È lui che deve vergognarsi



Milano (askanews) - Continua lo scambio di accuse tra il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, e l'ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A dare fuoco alle polveri è, ancora una volta, il leader del Carroccio, che ha risposto così a chi gli ha chiesto se volesse chiedere scusa all'ex Capo dello Stato. "E' lui, che ha rappresentato indegnamente gli italiani,
che dovrebbe vergognarsi e farsi da parte che di danni ne ha



fatti abbastanza", ha risposto Salvini a chi gli ha chiesto se


volesse chiedere scusa al presidente emerito della Repubblica.

A scatenare Salvini è stata una frase di Napolitano che ha definito la Lega come "la principale espressione" in Italia "di posizioni xenofobe, nazionalistiche e ora anti europeiste". Nel mirino di Salvini c'è anche la riforma della Costituzione, che invece è stata difesa da Napolitano in vista del referendum di ottobre.

"Io spero che vinca il 'no' perché voglio che l'Italia rimanga un Paese libero perché Renzi sancisce la servitù italiana nei confronti dell'Europa, della Merkel, dell'euro e di Bruxelles per i prossimi 50 anni e io non voglio che gli italiani siano schiavi di nessuno".

Il tema delle riforme sarà al centro della manifestazione della Lega del 29 maggio a Milano alla quale Salvini ha invitato anche il candidato sindaco del centrodestra, Stefano Parisi, purché si schieri senza incertezze sul fronte del "no".

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