L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 maggio 2016

No al cambiamento Costituzionale - il magistrato intellettuale Casson deciso e determinato

Referendum, 'terremoto' Casson nel Pd: "Voto no"
Casson: anche altri parlamentari del gruppo Pd con me

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)22/maggio/2016


Referendum, 'terremoto' Casson nel Pd: "Voto no. Con me altri parlamentari"
Felice Casson rompe il fronte del sì all'interno del Pd sul referendum costituzionale di ottobre. "Io faccio parte dei comitati per il no e li organizzo", afferma il senatore ad Affaritaliani.it. "Da due anni non sono nel Partito Democratico, non sono iscritto al partito". Però fa parte del gruppo parlamentare del Pd al Senato... "Solo perché non ce ne sono altri. Siccome è obbligatorio essere iscritti a un gruppo sono lì, mentre non è obbligatorio essere iscritti a un partito". Lasciare il gruppo dem a Palazzo Madama? "E per andare dove? Non ci sono altri gruppi dove andare. Sel e Sinistra Italiana non hanno gruppi autonomi al Senato, stanno nel Misto dove c'è di tutto".

Di questa riforma - afferma Casson - "non mi piace niente, tanto che non l'ho mai votata". E quando il premier Renzi dice 'se perdo il referendum lascio'? "Non mi interessa, perché io ho sempre fatto una battaglia sul merito al Senato e non ho mai votato questa riforma. Sono assolutamente convinto della negatività di questa riforma. Per me la Costituzione viene prima di qualsiasi governo e di qualsiasi presidente del Consiglio". Ci sono altri parlamentari, Camera e Senato, nel gruppo del Pd che la pensano come lei? "Quelli che non l'hanno votata sicuramente. Poi ci sono quelli che l'hanno votata a metà e poco conviti, vedremo nelle prossime settimane cosa decideranno di fare. C'è anche il problema del collegamento con la legge elettorale e quindi la situazione è estremamente pesante", conclude Casson.

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