L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 maggio 2016

#No3GuerraMondiale - ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, sottomarini con ordigni nucleari nel Pacifico


World

Tensione con gli Usa: la Cina invia sottomarini nucleari nel Pacifico
Si tratta di una risposta al dislocamento del sistema anti-balistico statunitense Thaad nella Corea del Sud 














Sottomarino cinese
globalist 26 maggio 2016

La notizia è di quelle da non sottovalutare, per la potenzialità distruttiva che comporta: l'esercito cinese è pronto a inviare sottomarini armati di missili nucleari nell'Oceano Pacifico per rispondere alla rafforzata presenza militare americana nell'area. Pechino ha detto che di fronte a questa situazione non ci sono alternative.

E così cresce la tensione tra i due governi.

Si tratta di una prima risposta al dislocamento del sistema anti-balistico statunitense Thaad nella Corea del Sud e allo sviluppo americano di missili ipersonici potenzialmente in grado di colpire la Cina in meno di un'ora dopo il lancio.

La Cina sta lavorando sulla tecnologia dei missili balistici sottomarini da circa 30 anni. Ma fino ad oggi, Pechino aveva perseguito una politica di deterrenza con molta cautela, dichiarando che non avrebbe mai fatto ricorso per prima alle armi nucleari.

Ora il dispiegamento di sottomarini nucleari armati potrebbe avere implicazioni di vasta portata e potrebbe portare a ulteriori tensioni nella già tesa situazione di stallo strategico tra Cina e Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale.

Martedì scorso, un aereo spia statunitense e due jet da combattimento cinesi hanno rischiato la collisione a 50 miglia dell'isola di Hainan dove sono di base quattro sottomarini balistici cinesi mentre un quinto è in costruzione.

La stessa visita di Obama in Vietnam e la decisione di vendere armi americane ad Hanoi non è stata vista di buon occhio da Pechino, dal momento che Washington ora sta facendo sponda ai vietnamiti, sempre più insofferenti per la preponderante presenza cinese nell'area.

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