L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 giugno 2016

2016 crisi economica - Gli Stati Uniti con 94,7 milioni di persone che non lavorano ma con che logica alzano il tasso d'interesse? e se non attuano un serio Piano per la Piena Occupazione Dignitosa non andranno da nessuna parte

Crisi economica. Per uscirne, si deve far collassare il debito mondiale

dal portale www.blognews24ore.com

egon-von-greyerz 
Articolo del 5 giugno di KingWorldNews.com :

“Lo scorso 3 giugno abbiamo ricevuto una nuova serie di cifre che, benchè manipolate, hanno ancora terrorizzato il mondo finanziario – dichiara l’economista svizzero Egon von Greyerz – I nuovi impieghi negli Stati Uniti sono aumentati solo di 38’000 unità, di molto inferiore alle attese. Inoltre, ai 244’000 impieghi fittizi creati, vanno aggiunti 484’000 lavoratori che sono stati obbligati a passare da un lavoro a tempo pieno a uno a tempo parziale.

Dal 2007, 21 milioni di americani sono giunti sul mercato del lavoro. Di questi, solo 5 milioni sono stati assunti. Di questi 5 milioni, solo 2 milioni lavorano a tempo pieno.

La qualità degli impieghi è in calo : dal 2007, sono stati creati 1,5 milioni di impieghi nella ristorazione, contro altrettanti distrutti nell’industria manufatturiera. Ma a causa di un metodo di calcolo stupido, il tasso di disoccupazione è ufficialmente sceso dal 5 % al 4,7 %. Viene completamente ignorato il numero delle persone in età lavorativa che non hanno un lavoro e che non percepiscono alcuna indennità di disoccupazione. Negli Stati Uniti vi sono attualmente 94,7 milioni di persone senza un lavoro.

L’economia americana dispone ancora di un poco di tempo grazie alla stampa di moneta e ai tassi d’interesse vicini allo zero o negativi. Il debito pubblico americano è più che raddoppiato dal 2007, al momento in cui era scoppiata la crisi dei mutui subprime. Il debito degli studenti e i prestiti nel settore automobilistico sono cresciuti in maniera esponenziale. Entrambi si trovano oltre i 1000 miliardi di dollari. I benefici delle società sono in calo e la maggior parte delle statistiche economiche sono in caduta libera, come il settore immobiliare e le vendite al dettaglio.

L’anomalo aumento dei tassi dello 0.25 % lo scorso dicembre da parte della Federal Reserve, andava contro le tendenze economiche e monetarie internazionali, che continuano a peggiorare. Sempre più paesi passano ai tassi negativi : è assurdo che la Federal Reserve cerchi di far credere che può aumentare i tassi.

I mercati mondiali si concentrano unicamente sugli indicatori e i piani a breve termine, ignorando la situazione disperata nella quale si trova l’economia mondiale. Dal 2007, il debito mondiale è aumentato di oltre il 60 % ed è suscettibile di crescere ancora, a un ritmo ben più rapido. Nei prossimi 9 anni, il debito pubblico americano dovrebbe passare da 19’000 ad un minimo di 25’000 miliardi di dollari. Se la crisi bancaria dovesse sfociare in fallimenti tra i prodotti derivati, possiamo immaginare la necessità di dover stampare moneta per centinaia di migliaia di miliardi di dollari.

Tutto questo sembra esagerato, ma a suo tempo, nessuno credeva che la crisi dei mutui subprime sarebbe sfociata in una catastrofe che ha fatto quasi crollare l’intero sistema finanziario. Dato che dall’ultima crisi nessun problema è stato risolto, cerchiamo di guadagnare tempo, ma giungeremo a una crisi che i governi e le banche centrali non saranno capaci di risolvere. L’ultima volta era un problema americano ed europeo, ma questa nuova crisi toccherà anche la Cina, il Giappone e i mercati emergenti. In un mondo interconnesso, si propagherà velocemente e nessun posto sarà un luogo sicuro.

Al punto in cui siamo, per far ripartire l’economia su una traiettoria sana, di crescita continua e a lungo termine, il debito mondiale, ormai insostenibile, deve implodere. Questa implosione scatenerà un crollo dei prezzi delle azioni, delle obbligazioni e dei beni immobiliari. E’ poco probabile che il sistema finanziario ne esca indenne.

Qualsiasi evento a breve termine potrebbe scatenare l’inevitabile. Il 16 giugno giungerà la decisione della Federal Reserve circa un eventuale nuovo aumento dei tassi d’interesse. Il 23 giugno vi sarà il voto a favore o contro il Brexit. Quest’ultimo potrebbe avere ripercussioni importanti su un’economia europea già molto fragile. (…) “

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