L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 giugno 2016

Acea - c'è una strategia precisa, accaparrarsi l'acqua e da pubblica farla diventare privata facendola pagare al prezzo dell'oro, Toscana, Campania, Lazio la controparte politica è il corrotto Pd

Cassino, la guerra dell’acquedotto
«Non lo consegneremo all’Acea»

Il Comune in rivolta dopo la sentenza del Consiglio di Stato che intima la cessione entro 30 giorni: si calcola che le bollette aumenterebbero del 270%. In subbuglio anche Fiuggi. Venerdì fiaccolata davanti alla prefettura di Frosinone

Palazzo Spada a Roma, sede del Consiglio di Stato (Eidon)Palazzo Spada a Roma, sede del Consiglio di Stato (Eidon)

L’acquedotto comunale di Cassino, in Ciociaria, deve andare all’Acea. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, dando ragione alla società idrica che in provincia di Frosinone gestisce il sistema integrato nell’Ato5: l’ente comunale è obbligato a consegnare l’impianto entro trenta giorni. Ma il Comune non si piega e dice ancora no. A Frosinone, intanto, venerdì 27 ci sarà una protesta contro Acea e la privatizzazione dell’acqua. Per renderla più incisiva, si punta anche sul sostegno dei tifosi della squadra canarina.
Lungo contenzioso
La decisione su Cassino è arrivata dopo un lungo scontro legale prima al Tar, poi al massimo organo di giustizia amministrativa, che ora ha ordinato al «Comune resistente» di adottare «gli atti volti a consentire la consegna dei beni oggetto di giudizio alla ricorrente Acea». Lo scontro, però, non sembra destinato a finire con la sentenza dei giudici di Palazzo Spada. Il Comune infatti ribadisce la linea dura per difendere la gestione pubblica dell’acquedotto, l’unico in Ciociaria ancora non controllato da Acea Ato 5. E, in questo senso, ha già approvato una delibera per evitarne il passaggio all’azienda idrica.
«Non cederemo l’acquedotto»
Per il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, la battaglia va avanti. «Non consegneremo mai gli impianti ad Acea - dice –, perché appartengono ai cittadini». Adesso Petrarcone punta sulla legge 221/2015, che prevede la possibilità di mantenere la gestione pubblica sulla base di requisiti come l’esistenza di fonti qualitativamente pregiate e di sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette. «La riconsegna ad Acea – aggiunge – non la faremo anche in ragione del quantitativo di acqua che riceviamo a caduta, rispetto a quello immesso nell’acquedotto campano. Acqua che è di esclusiva proprietà della città». Già si calcola che, con la gestione ad Acea, a Cassino le bollette subirebbero un incremento addirittura del 270% rispetto a oggi. «È l’ultima beffa per i cittadini - polemizza l’ex sindaco Tullio Di Zazzo, che sfiderà Petrarcone alle prossime elezioni comunali -, costretti a soccombere alle mire speculative di Acea».
In subbuglio anche a Fiuggi
Ma le polemiche su Acea Ato5 restano incandescenti pure nel resto della provincia, con servizi (Frosinone, secondo uno studio, è maglia nera per gli sprechi, con il 73,8% d’acqua che si disperde nella rete colabrodo), tariffe e guasti sempre nel mirino di utenti e sindaci. Anche gli albergatori di Fiuggi sono sul piede di guerra. «La gestione diretta dei nostri acquedotti - tuona il presidente dell’Afat (associazione Fiuggi alberghi turismo), Bruno Della Morte - avrà costi molto più vantaggiosi per la nostra comunità. Sosteniamo la petizione per cacciare Acea da Fiuggi».
Il falò e l’appello ai tifosi
E per dire no all’azienda idrica e alla privatizzazione dell’acqua, venerdì 27 a Frosinone si terrà una fiaccolata fino davanti alla prefettura. Per incitare contro «l’esattore del popolo ciociaro» è partito anche un appello ai tifosi della curva Nord del Frosinone che, finito il campionato di calcio, potrebbero dunque cimentarsi in cori da stadio fuori dal «Matusa» per difendere l’acqua pubblica. «Alimenteremo un grande falò con le fatture di Acea – annunciano gli organizzatori -, perché la nostra rabbia arrivi fino a Roma».
25 maggio 2016 

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_25/cassino-guerra-dell-acquedotto-non-consegneremo-all-acea-57ea7d24-2276-11e6-889d-0e478b0d5f56.shtml 

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