L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 giugno 2016

Implosione Europea - Austria - Hofer ha vinto e gli imbrogli ci sono stati è nella logica delle cose

Attualità
Europa
Austria: brogli in vista
di
Marco Dotti 08 giugno 2016

Il Partito della Libertà contesta le elezioni presidenziali austriache dello scorso 23 maggio: il voto potrebbe essere rovesciato a favore del candidato della destra, con un effetto domino su tutta l'Europa.

Come era prevedibile, la destra ha presentato ricorso contro il risultato delle elezioni presidenziali che aveva visto il candidato Fpö, Norbert Hofer, perdere per soli 31.000 voti.

Già il giorno dopo il voto, al netto dei complottismo, erano emersi i primi dubbi circa la legittimità di gran parte del voto per corrispondenza. Voto decisivo nel far pendere la bilancia dalla parte di Van der Bellen, risultato eletto con il 50,3% dei voti e con 31.036 voti di scarto.

L'irregolarità, secondo il ricorso presentato alla Corte Costituzionale, riguarderebbe 523.275 schede inviate per posta. Il giuramento del nuovo presidente è previsto per il prossimo 8 luglio, ma le ombre che accompagnano la sua elezione sono ben lontane dall'essere diradate e si trascineranno al di là del pronunciamento della Corte, che dovrebbe comunque arrivare prima di luglio.
Un bel problema, per i fragili equilibri dell'Europa e gli ancor più fragili assetti istituzionali di un'Austria che, solo ieri, ha mostrato di non sgradire le affermazioni del Cancelliere Kern che, appoggiando una proposta del sul Ministro degli Esteri Kurz che proponeva una stretta sulla politica migratoria ipotizzando per l'Europa un "modello australiano".

In che cosa consiste questo modello? In una sorta di confino su un'isola in attesa del rimpatrio.

È meglio "mandarli tutti nell'Europa Centrale o su un'isola per poi rispedirli a casa? Credo che la seconda opzione sia la migliore" ha affermato Sebastian Kurz dell'Österreichische Volkspartei, Il partito popolare austriaco. Se questi sono i moderati, figuratevi quelli che rischiano di prendersi la presidenza.


http://www.vita.it/it/article/2016/06/08/austria-brogli-in-vista/139718/ 

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