L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 giugno 2016

Autovelox - va bene migliorare la tecnica MA le velocità devono essere adeguate e contestualizzate alla realtà di oggi dovunque fuori e in città

Autovelox, lettore targhe e riconoscimento facciale tutto in uno
Ekin Patrol è già operativo.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-06-2016


Dal punto di vista delle forze dell'ordine, gliautovelox fissi sono un successo incompleto.

Vanno bene per cogliere sul fatto chi vi transita davanti occasionalmente e, andando ad alta velocità, non si rende conto dei cartelli che li segnalano, ma chi vi passa davanti abitualmente impara presto a rallentare quando vi si avvicina, per accelerare subito dopo.

L'autovelox del futuro, creato per essere installato sul tetto delle auto della polizia e dotato di funzioni avanzate, cancellerà questa e altre problematiche.

Arriva dalla Turchia dove è attivo già da un anno e si chiama Ekin Patrol. In un solo apparecchio concentra le funzionalità di un autovelox, di un lettore dei numeri di targa e di un GPS, ed è anche in grado di riconoscere il modello dell'auto. E non finisce qui: è anche dotato di funzionalità per il riconoscimento facciale.

Ekin Patrol tiene sotto controllo in tempo reale sia le auto che precedono quella su cui è montato sia quelle che la seguono (e anche quelle parcheggiate che rientrino nel raggio d'azione) e ne stabilisce la velocità, confrontandola con i limiti impostati per ciascuna corsia. Se rileva qualche infrazione, può emettere automaticamente la contravvenzione.

Per identificare correttamente l'auto in violazione, il sistema legge i dettagli della targa, scatta foto in alta risoluzione e registra un video della violazione, cui aggiunge i dettagli circa la posizione grazie al GPS.

Grazie all'identificazione del numero di targa e al collegamento con i database della polizia (attraverso una connessione 3G o 4G), Ekin Patrol riesce a ricevere in pochissimo tempo le informazioni relative all'auto: per esempio, in questo modo può sapere se sia stata rubata.

Analogamente al riconoscimento delle targhe funziona il riconoscimento dei volti. Il software di identificazione facciale di cui il sistema è dotato può essere collegato a un database per associare il volto all'identità: in tal modo il riconoscimento di eventuali criminali o sospetti sarebbe pressoché immediato.

Infine, Ekin è dotato anche dell'apparecchiatura necessaria per rilevare l'inquinamento dell'aria.

Tutte queste funzionalità riunite in un unico apparecchi hanno ovviamente scatenato le preoccupazioni delle associazioni in difesa delle privacy, soprattutto negli Stati Uniti dove Ekin Patrol potrebbe essere prossimamente introdotto.

Akif Ekin, fondatore di Ekin Technology (l'azienda che produce Ekin Patrol) afferma di capire le preoccupazioni, specialmente per quanto riguarda il riconoscimento facciale, ma per quanto riguarda questa caratteristica sostiene che si tratta di una funzione opzionale (attivabile soltanto se la legge lo permette) e che non funziona perfettamente. 












«Il sistema suggerisce chi possa essere quella persona, ma non ci si può aspettare che sia efficiente quanto un passaporto» ha affermato.

D'altra parte - rimarca Ekin - ci sono situazioni in cui oggigiorno si tende a sacrificare la riservatezza in nome della sicurezza: per esempio, il fatto che la Turchia sia vicina a una zona di guerra è uno dei motivi per cui le funzionalità di Ekin Patrol sono viste, in patria, non con sospetto ma come una risorsa.

«Sfortunatamente oggigiorno siamo più preoccupati della sicurezza che della privacy. E devo dire onestamente che in Turchia la privacy non interessa a nessuno. Personalmente, ciò non mi piace, ma è un dato di fatto con cui devo convivere».

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