L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2016

Banca Etruria - fuori i conti e i soldi

Indietro Banca Etruria, Storace: “Bankitalia tiri fuori i conti” 

16 giugno 2016 

Bankitalia tiri fuori i conti di Banca Etruria: lo scrive Francesco Storace citando l’iniziativa di Daniele Capezzone che ha scritto una lettera aperta “al governatore, Ignazio Visco, chiedendogli di tirar fuori i conti dell’Istituto di credito toscano. Chi, fra dipendenti e dirigenti, ha percepito premi di produzione milionari mentre la Banca si avviava al fallimento e a quale titolo. La trasparenza è un obbligo, ora più che mai”. “Non è tollerabile l’ombra del sospetto che l’Istituto con una mano sfilasse i soldi dai conti dei clienti e con l’altra fosse appeso alle gonadi del Premier e del suo cerchio magico per non fallire. E che mentre ciò avveniva, venissero elargiti premi di produzione milionari a dipendenti e dirigenti. Si parla – prosegue Storace su Il Giornale d’Italia – di 14 milioni di euro distribuiti al CdA in 5 anni. Un CdA in cui sedeva anche il padre del ministro Boschi. Banca d’Italia e Banca Etruria tirino fuori i conti, quelli veri”. “Ci devono la verità e devono recuperare queste somme che vanno restituite ai correntisti che, in quella banca, hanno depositato i risparmi di una vita credendoli al sicuro mentre invece glieli sottraevano, con l’inganno, durante la notte. Perché di gente che si è già tolta la vita per questa vicenda ne abbiamo avuta fin troppa. Ora è il momento della verità – conclude Storace – fuori i conti”. Fonte: ANSA

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