L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 giugno 2016

Banca Etruria - la Consob di Vegas, nonchè la Banca d'Italia di Visco hanno responsabilità precise nella truffa ai risparmiatori

Report: “Vegas si dimetta, Consob nascose probabilità perdite bond” 
 
  6 giugno 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Continuano a trascinarsi gli effetti del crac delle quattro banche italiane salvate in extremis dal Governo, sulle spalle dei risparmiatori che hanno perso tutto dopo aver investito in obbligazioni subordinate, in base all’entrata in vigore delle nuove regole sul bail-in.
Tra i responsabili di questo disastro annunciato, troviamo il numero uno della Consob, l’autorità preposta al controllo e alla vigilanza, Giuseppe Vegas. Dopo le associazioni dei consumatori, il gruppo Vittime del salva banche e il movimento 5 Stelle, a chiederne le dimissioni è la giornalista Milena Gabanelli.
Nella puntata andata in onda ieri sera di Report, la giornalista ha contestato al presidente della Consob, documenti alla mano, la scelta di esentare quegli strumenti pericolosi, le obbligazioni subordinate, dall’applicazione di quelli che in gergo sono chiamati “scenari probabilistici”, ossia l’indicazione sintetica delle probabilità di guadagnare o perdere su un titolo. Un’informazione essenziale per i risparmiatori che, se fosse stata indicata sui documenti dei bond subordinati emessi da Banca Etruria nel 2013, avrebbe informato i clienti di trovarsi in una situazione in cui esisteva quasi il 63% di probabilità di perdere il 50% dei loro capitali. Un’informazione vitale.
Lo stesso Vegas si è autoassolto già lo scorso dicembre, intervenendo a Ballarò e addossando la colpa di tutto all’Unione europea che ha bocciato molte volte gli scenari probabilistici. Ma in verità Bruxelles non ne ha mai vietato l’utilizzo.
E’ stato lo stesso Vegas a cancellarli di fatto, accogliendo le richieste del settore bancario. Il documento che prova la responsabilità del numero uno della Consob, mostrato in diretta e riportato sul sito della trasmissione Report, è una nota informativa che la divisione emittenti ha inviato il 3 maggio del 2011, in cui si legge:
“Conformemente alle indicazioni fornite per le vie brevi dalla S.V. al Responsabile della Divisione Studi Economici, fino a quando la Commissione non avrà assunto le proprie determinazioni (…) gli Uffici, a prescindere da qualsiasi valutazione in merito all’opportunità, inviteranno gli emittenti a non inserire le predette informazioni sugli scenari di probabilità nel prospetto e ne richiederanno l’eliminazione nel caso in cui il prospetto le dovesse comunque riportare per autonoma iniziativa del proponente”.
Da qui l’appello a gran voce della Gabanelli al presidente della Consob.
“Presidente, o è in grado di produrre la smentita a questa lettera a lei indirizzata, protocollo numero 11038690, altrimenti io credo che responsabilmente lei debba dimettersi”.

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