L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 giugno 2016

Corrotto Pd - un governo sempre più di parte vicino ai banchieri e lontano dalle comunità

La voce del consumatore

Decreto 59/2016, ulteriore regalo alle banche

 (Adusbef) - Credito: con la fiducia ai minimi termini, l'indignazione palpabile dei cittadini, non solo dei truffati verso banchieri e vigilanti, il governo, afflitto da sindrome di Stoccolma, continua a sfornare decreti pro-banche?
 
Con l’indignazione palpabile dei cittadini, non solo dei truffati, verso le banche e le autorità vigilanti, che non ispirano più alcuna fiducia, con solo 1 consumatore su 10 che si fida ancora delle banche, ma quasi più nessuno ha fiducia di Bankitalia (5%) e della Consob (6%);  il ministro dell’Economia Padoan ed il governo, continuano a sfornare decreti a favore dei banchieri, inutilmente  vessatori e dannosi verso i cittadini ? 
 
Ci deve essere una sorta di sindrome di Stoccolma (sottomissione volontaria) nell’operato del Governo, 
 
che ha approvato ieri in Senato, con il voto di fiducia, il decreto legge 59/2016 impropriamente chiamato a degli investitori, l’ennesimo regalo alle banche e conseguente beffa, non solo per 130.000 famiglie espropriate da Bankitalia e dallo Stato con il famigerato decreto del 22 novembre 2015, che ha anticipato il bail-in, ma anche per gli imprenditori per il passaggio automatico della proprietà dei beni immobiliari delle imprese alla banca, in caso di ritardo nei pagamenti, saltando la procedura giudiziaria davanti al tribunale, che ha così il solo compito di nominare un perito per stimare il valore dell'immobile, eliminando qualsiasi tutela da calcoli errati di interessi o rate o abusi del contraente forte, facendo ritornare indietro la legislazione ai tempi del far west.
 
Delle 130.000 famiglie espropriate di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, meno del 6% riusciranno ad avere gli indennizzi automatici, passando sotto le forche caudine di documenti che devono essere presentati e che saranno riconosciuti soltanto a quegli espropriati che hanno un reddito complessivo inferiore a 35mila euro, con gli altri truffati che dovranno passare per la lotteria degli arbitrati, mentre   la modifica normativa con il pegno non possessorio ed il ‘Patto Marciano, spoglia preventivamente le imprese dei propri beni.
 
Nessuna protezione per il debitore, ma eccessiva salvaguardia per l’interesse del creditore procedente, con l’eliminazione  dell'estinzione del debito dell'imprenditore il cui bene passa alla banca se inadempiente in base al quale, il creditore potrà appropriarsi direttamente dei beni oggetto di garanzia ad un valore predeterminato nel contratto stesso, privando l’azienda in difficoltà di asset necessari al processo produttivo, decretandone quasi certamente il fallimento per mano della banca.
 
Adusbef, non condividendo l’ennesima norma pro-banche, continuerà a battersi per offrire ai risparmiatori, quella tutela tecnica e giudiziaria, sempre più difficile, per contrastare una legislazione d’urgenza favorevole solo agli interessi dei banchieri.
 

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