L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 giugno 2016

Diego Fusaro - gli euroimbecilli tutti troppo servi per capire

Comunali, Fusaro: "Io, Vattimo e Rizzo per certa sinistra fobica siamo fascisti"
 
07 giugno 2016  Andrea De Angelis
 
Ma quali e quante differenze ci sono davvero tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle? Partendo dall'editoriale di Fabio Torriero, IntelligoNews ha chiesto al filosofo Diego Fusaro di sviscerare i profili delle due principali forze politiche italiane. Non è mancata, infine, una frecciatina alla sinistra di questo secondo decennio del XXI secolo...

Da un lato i moralizzatori, dall'altro i rottamatori, da una parte l'antipolitica di governo, dall'altra quella di opposizione. Ma andando a vedere bene l'anima di Pd e M5S, quali sono davvero le differenze? Non si somigliano un po' troppo?
"Direi che non si somigliano molto, se non l'altro per il fatto che il Pd gode di visibilità assoluta sul sistema mediatico a differenza del Movimento 5 Stelle. Inoltre mentre la linea politica del Pd è chiara, ovvero di adesione totale all'Europa del mercato e del neoliberismo, quella del Movimento 5 Stelle no e credo che il suo limite principale sia proprio nel riuscire a esprimere in maniera chiara una posizione unica. Qual è cioè l'ideale di riferimento, qual è l'obiettivo al di là degli slogan del momento. Questo manca ai 5 Stelle". 

Da un punto di vista valoriale dei temi antropologici per l'elettore è facile comprendere dunque le posizioni? Il cosiddetto Partito Radicale di massa forse lo farebbero anche i 5 Stelle...
"C'è una differenza però. Chi vota 5 Stelle lo fa come gesto di protesta contro il Governo e contro la linea dominante. Dunque la differenza più che i partiti forse la fa l'elettorato: chi è d'accordo con la linea dominante vota Pd, chi contro, quale che sia la sua posizione, vota il 5 Stelle. La vera novità è più nell'elettorato che nel partito". 

Venendo all'aspetto più economico, anche lì i 5 Stelle non propongono una rivoluzione del sistema o no? Con o senza reddito minimo di cittadinanza. 
"Il reddito minimo di cittadinanza secondo me è una sciocchezza che non ha nulla a che vedere con il socialismo e con Marx, anzi semmai può essere utilizzato per imporre un lavoro. Non importa se hai la Laurea in Ingegneria, devi pulire i bagni in ogni caso. Un conto è il lavoro, un conto la carità. Sul versante economico in effetti non ho mai sentito esprimere dai 5 Stelle una versione veramente alternativa. Certo, vi è una critica del sistema finanziario, economico dominante, però diciamo che bisognerebbe articolarla in forma compiuta. Infatti nel Movimento 5 Stelle mancano forse intellettuali di livello". 

Che fine ha fatto la sinistra? Veneziani in una nostra intervista ha risposto che ormai è solo "fobica", lei è d'accordo? 
"Le dirò di più, condannano come omofobico, come islamofobico tutto ciò che non rientra nel loro paradigma. Al punto che viene svalutato come di destra anche ciò che in realtà è rimasto autenticamente di sinistra nel senso di Gramsci e di Marx. Così il sottoscritto, Gianni Vattimo o Marco Rizzo diventano di destra e fascisti nell'immaginario della sinistra al soldo del capitale. Oggi bisogna abbandonare la sinistra al suo destino e rifondare un movimento in linea con Marx e con Gramsci". 

Forse anche per questo parte dell'elettorato di sinistra si astiene o magari protesta votando 5 Stelle?
"Sì, certo ma infatti se il Movimento 5 Stelle fosse in grado dovrebbe articolare questo dissenso che sa esprimere in una forma gramsciana e marxiana di lotta contro il capitale in nome di nuove comunità solidali". 

Nessun commento:

Posta un commento