L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 giugno 2016

Diego Fusaro - Si all'uscita della Gran Bretagna dall'Europa

Sì a Brexit, Fusaro: "Via da trappola prima che fatale e irreversibile. Piano b di Draghi solo per il capitale"
16 giugno 2016  Lucia Bigozzi



“Se fossi inglese direi sì a Brexit senza alcuna esitazione. Bisogna uscire immediatamente da questa trappola prima che sia fatale e irreversibile, perché la Grecia in qualche modo, è il futuro di tutti i popoli europei”. E’ lo scenario che Diego Fusaro, filosofo, descrive ragionando con Intelligonews a pochi giorni dal referendum su Brexit.
Se lei fosse inglese direbbe sì o no su Brexit?

"Certo che sì, direi sì senza alcuna esitazione di sorta, né tentennamento. Sì, bisogna uscire immediatamente da questa trappola prima che sia fatale e irreversibile, perché la Grecia in qualche modo, è il futuro di tutti i popoli europei e quindi la Gran Bretagna lo sta capendo e sta facendo progressi per liberarsi dal giogo della dittatura finanziaria eurocratica".



 


Indichi tre vantaggi a sostegno dell’uscita della GB dal contesto europeo.
"Beh, in primis l’Inghilterra sarebbe più sovrana di quanto non sia oggi. In secundis, ed è collegato al primo motivo, è che sarebbe meno connessa alla Germania e alla sue mire espansionistiche. Terzo: sarebbe coerente con se stessa perché finora è ambigua, cioè con un piede nell'Ue e con l’altro no".
Draghi e le banche si preparano al Brexit; c'è chi dice che il Bail-in sarebbe stato progettato per tamponarne l’effetto: come valuta una possibile crisi delle banche?
"Draghi e le banche sembra il titolo di un film di Dario Argento, un horror della peggior specie… (sorride, ndr). Al di là delle battute, io penso che essenzialmente se la Gran Bretagna uscisse sarebbe un grande modello per tutti gli altri popoli europei e soprattutto, non mi stupirei se il Bail-in andasse a tamponare queste cose qua e quindi venisse usato contro i cittadini europei ancora una volta e italiani nella fattispecie. E quando Draghi dice che ha un ‘piano B’, bisogna sempre tener presente che è un ‘piano B’ dei suoi, cioè di quelli che giovano sempre e solo alla parte del capitale e vanno a nocumento dei popoli e dei lavoratori".
Lei vede possibile una crisi delle banche con effetti diretti e concreti sui risparmiatori?

"Certo che sì. E’ quello che sta già accadendo in piccolo con banche più piccole e fa parte di una logica generale tesa a distruggere essenzialmente la classe media e i risparmiatori e produrre una massa di gente che non ha nulla e che è totalmente schiava".


http://www.intelligonews.it/articoli/16-giugno-2016/43829/si-a-brexit-diego-fusaro-trappola-draghi-inghilterra-gran-bretagna

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