L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 giugno 2016

Energia Pulita - Mentre Renzi abbraccia le trivelle il Nord Europa lavora per l'energia offshore

  • Articolo Lussemburgo, 7 giugno 2016
  • Eolico offshore competitivo con le fossili: il Nord Europa ha un piano

  • Nazioni e aziende energetiche del Mare del Nord, tra cui la Statoil, fanno squadra: la cooperazione contribuirà a rendere l’eolico marino competitivo con carbone e gas entro il 2025
Eolico offshore: Germania prima in Europa per investimenti

(Rinnovabili.it) – L’industria dell’eolico offshore del Nord Europa lavorerà insieme per rendere il settore competitivo con le fonti fossili entro i prossimi nove anni. Compagnie del calibro di E.ON, GE, Iberdrola, Siemens, Statoil e Vattenfall, hanno formato ieri una dichiarazione congiunta con cui promettono di unire gli sforzi verso un obiettivo ben preciso: raggiungere per la tecnologia un costo inferiore agli 80 euro al MWh (inclusi i costi di connessione alla rete) entro il 2025.

Impossibile? Non secondo i CEO delle undici società e soprattutto secondo i dieci Ministri europei dell’Energia che nella medesima occasione hanno stretto un’intesa simile. Forti delle loro risorse eoliche Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Francia, Danimarca, Irlanda, Belgio e Regno Unito si sono ritrovati a Lussemburgo per il Consiglio energetico dell’UE. L’incontro si è concluso con la firma di un memorandum d’intesa e programma di lavoro finalizzato ad offrire una maggiore cooperazione regionale in materia di energie rinnovabili. Ed in particolare nel settore dell’eolico offshore.

L’intento non è solo quello di darsi vaghi target per la riduzione dei costi, quanto quello di delineare una serie di specifiche azioni di cooperazione tra i dieci governi che portino a migliorare la pianificazione territoriale, rafforzare le reti elettriche, introdurre norme tecniche avanzate, e a facilitare per gli sviluppatori eolici l’accesso ai finanziamenti. Il nuovo piano è stato accolto con soddisfazione ed entusiasmo da Giles Dickson, CEO WindEurope, che ha definito l’intesa “un importante passo avanti per realizzare a pieno il potenziale dell’energia eolica offshore in Europa”.
“E’ una buona combinazione di top-down e bottom-up: l’impegno politico dall’alto verso il basso è finalizzato a prendere azioni concrete dal basso verso l’alto per ridurre i costi e facilitare l’impiego delle turbine in mare aperto,” ha aggiunto. “Ci congratuliamo con i ministri per l’ambizione che hanno mostrato e con la Presidenza olandese per aver reso questo possibile”.

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