L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 giugno 2016

Expo - Milano elezioni - il bugiardo Sala non ha titolo per candidarsi e i milanesi acquisiscono consapevolezza

Progetti e conti in rosso: l'incognita del dopo Expo

Milano I milanesi hanno votato per o contro Giuseppe Sala senza sapere la verità su Expo. E non avranno l'onore di conoscere i numeri del bilancio nemmeno prima del 19 giugno, giorno del ballottaggio. Le cifre, si spera, arriveranno solo alla fine di giugno.
Ma è chiaro che la partita Expo è una delle sfide più grosse che il futuro sindaco - che sia Sala o Parisi - avrà da affrontare. Innanzitutto per chiarire, una volta per tutte, i numeri. Che la società sia in perdita si sa (il rosso del 2015 è compreso tra 30,6 e 32,6 milioni di euro). Da analizzare ci sono tuttavia le perdite del 2016 e il dettaglio delle entrate e delle uscite: dal numero di biglietti venduti, alle penali pagate ai saldi non onorati con i fornitori. E non è voler fare i pignoli, ma è un diritto dei milanesi sapere come sono stati amministrati i soldi pubblici. Oltre all'Expo-che-è-stata, il nuovo sindaco avrà sulla scrivania la questione dell'Expo-che-sarà. Anzi, sull'argomento non dovrà perdere nemmeno un minuto perché i tempi per progettare il nuovo sito vanno sfruttati al meglio. L'idea è quella di realizzare, là dove sorgevano i padiglioni degli Stati di tutto il mondo, una cittadella della Scienza e delle nuove tecnologie. Più altre attività nel restante milione di metri quadrati. Il Comune di Milano avrà una bella occasione per dire la sua, per proporre iniziative e per far lavorare gli imprenditori locali. Ma non potrà tentennare, altrimenti rischierà di perdere un treno fondamentale per il rilancio della città. Il sindaco potrà dire la sua anche su ciò che avviene ora, nella fase intermedia tra Expo e la cittadella della scienza. Al momento la stagione è partita sotto tono con iniziative un po' risicate. Ma quel che conta è «mantenere in vita» i terreni perché non perdano valore immobiliare. Parisi o Sala potranno proporre eventi e attività in vista della prossima stagione.

http://www.ilgiornale.it/news/progetti-e-conti-rosso-lincognita-expo-1267966.html 

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