L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2016

Grazie a DIFESA ONLINE

Difesa Online è sempre in prima linea!

(di Venturi, Cucco, Iacch)
16/06/16
Principio fondante di Difesa Online è raccontare quanto succede senza vincoli e senza legami editoriali. Oltre al volume di notizie e informazioni quotidiane che riguardano il mondo della difesa, ci occupiamo di geopolitica e politica internazionale sulla base di studi e reportage effettuati sul campo. Laddove possibile, continuiamo a raccontare in tempo reale attraverso contatti diretti le dinamiche di vari teatri di crisi, spesso coperti dai media in modo parziale.
Negli ultimi due anni è stato così per la Bosnia, il Kosovo, il Libano, la Cisgiordania, l’Azerbaijan, l’Ucraina, il Mali, la Nigeria, Cuba, l’Irlanda del Nord, il Vietnam, l’Albania, il Belgio… Abbiamo realizzato i nostri servizi senza appoggi istituzionali, facendo esperienza sul posto. In particolare possiamo dire con orgoglio di essere stati in Siria in uno dei momenti decisivi della guerra, prima di tutti gli altri.
Le esperienze dirette ci permettono di tenere il contatto con fonti locali così da alimentare un dibattito non distorto dalla filiera della comunicazione tradizionale. Possiamo continuare a monitorare panorami difficili senza ricorrere alle informazioni di altre testate, anticipandone anzi spesso i contenuti.
Ora siamo tornati nel Donbass, per raccontare quello che i media principali mettono in un angolo o ignorano del tutto. Scriviamo, filmiamo e fotografiamo ciò che vediamo. Con la passione degli analisti “da battaglia” proviamo a filtrare il mondo secondo punti di vista non sempre condivisi, ma certamente indipendenti.
Facciamo tutto grazie all’autofinanziamento, certi di prestare un servizio gradito a migliaia di voi lettori. I vostri suggerimenti, le vostre critiche e i vostri apprezzamenti sono la spinta che ci aiuta a crescere. 
Contando ancora sulla vostra fiducia vi ringraziamo tutti, uno per uno.
(foto: Giorgio Bianchi)

Nessun commento:

Posta un commento