L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 giugno 2016

Implosione europea - gli Intellettualoidi italiani sono venuti allo scoperto, hanno diritto di voto solo chi capisce la complessità gli altri continuino a fare i consumatori-zombi


La seconda carriera di Adolf Hitler [Alceste]

Adolf Hitler pone fine alla prima parte della propria carriera politica col suicidio, il 30 aprile 1945.
Il 1 maggio ne inizia una seconda, lui inconsapevole: quella di tetragono e instancabile difensore della democrazia occidentale.
Quando un Nuovo Ordine soppianta quello Antico, le spoglie di quest’ultimo vengono sempre utilizzate quale arma a difesa dei vincitori.
Perseo taglia la testa alla Gorgone e poi se ne serve per pietrificare i suoi nemici; Ercole scuoia il Leone di Nemea e ne fa un’armatura; Apollo uccide il gigantesco serpente Pitone: la pelle d’esso ricoprirà il tripode della Pizia, sua novella sacerdotessa.
L’Occidente uccide Hitler e utilizza i macabri resti del nazionalsocialismo per terrorizzare chiunque attenti, sia pur lontanamente, alla struttura ormai inconfutabile del capitalismo liberale.
L’Unione Sovietica, Saddam, Khomeini, Gheddafi, ma anche pensatori libertari, sindacalisti, artisti, scrittori … chiunque ebbe a mettere in discussione l’organizzazione della democrazia occidentale veniva segnato con l’epiteto scarlatto di “nazista” (o “nazifascista” o, più raramente, di “fascista”) ed espulso dall’arengo del dibattito civile (a volte per sempre). Con esiti, spesso, bizzarri: quando Aleksandr Solženicyn era un dissidente comunista gli occidentali (compresi alcuni comunisti) accendevano lumi davanti al suo santino; quando divenne un feroce critico del capitalismo e della società occidentale fu derubricato a nazista, o a fascista clericale, nonché a vecchio pazzo (e no, le case editrici non facevan più ressa attorno ai nuovi scritti, ormai clandestini).
Il tempo cambia, ma le abitudini no.
E così il povero Adolf viene riciclato in continuazione come baluardo del potere democratico: l’ISIS? Nazista. Putin? Nazista. I Talebani? Nazisti spirituali. Al Sisi? Nazista assassino di stagisti. Il Ciccio nordcoreano? Un nazista col doppio mento. Haider? Nazista. Hofer? Idem. I terribili padrini della Brexit, Farage e Johnson? Nazistissimi. Trump? Pure lui. Bossi e Grillo? Un po’ nazisti e un po’ fascisti. Hai qualche dubbio sulle politiche immigratorie? Nazista. Non ti piace il Gay Pride? Hai la svastica in tasca. Credi che Obama e Hillary siano stragisti seriali? Nazista! Critichi Israele? Sei un rossobruno. Non ti piace Enduring Freedom? Sei un nazistello, non ami la libertà. Vuoi uscire dall’Euro? Sei un nazista, evidentemente, che urlacchia Britain first. Monti un traditore della patria? Sei un nazista, te lo scrivo e sottoscrivo. Vuoi impiccare i capi di Equitalia? Nazista! Ti piacerebbe veder chiudere i principali media italiani? Sei pronto per le Waffen-SS. Non vomiti sulla tua Costituzione? Sei un nazista retrogrado. Fai notare che la Costituzione fu scritta proprio dai vincitori del nazifascismo? Allora sei un nazifascista provocatore. Il popolo bue non decide di impiccarsi da solo? Ha rigurgiti nazifascisti. La democrazia elettorale? È sinonimo di libertà, però, quando non si vota come vorremmo, allora è in odore di nazismo. Alceste? L’ho visto leggere il Mein Kampf. E così via.
Qui da noi un pugno di sciocchi ha re-intonato il mantra del “nazista!” dopo la vittoria del Leave … il vezzo è duro a morire … non che mi preoccupi, gli intellettuali italiani non sono una cosa seria.

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