L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 giugno 2016

Implosione europea - la guerra è dichiarata, o euroimbecilli o italiani, i distinguo non hanno ragione di essere. Riprendiamoci la Sovranità Nazionale, Monetaria, Politica e Territoriale


False opposizioni e falso populismo filo-atlantista di Eugenio Orso

Un lettore di Pauperclass, che si firma myopinion, ci fa notare che lui scommette su Di Maio futuro presidente del consiglio al posto di Renzi da molto tempo.
Myopinion ha ragione da vendere. Andando a caso, questa mattina ho letto in rete che Luigi Di Maio ha raggiunto Renzi nei sondaggi, quanto a “gradimento” del volgo. Le azioni della faccetta pulita, nuova di pacca, del cinque stelle salgono e quelle di Renzi, ormai più odiato di Berlusconi, scendono inesorabilmente.
Ovviamente i sondaggi diffusi dal sistema, a uso e consumo della popolazione imbolsita e rimbecillita, sono taroccati e finalizzati, nel senso che influenzano il voto e, talora, anticipano i cambiamenti politici decisi dalle élite per l’Italia. Come sappiamo, non si muove foglia, in questo paese, che la classe dominante finanziaria non voglia …
Riassumendo in breve, il cinque stelle, ipoteticamente al governo, non cercherebbe di farci uscire né dalla Nato né dall’eurolager, per dare al paese una prospettiva di salvezza e di futuro. Al più, farebbe ciò che ha fatto Renzi da noi o che ha fatto Tsipras in Grecia.
Durante il semestre italiano di presidenza europea, Renzi ha finto di fare pressioni per “cambiare le regole” (quelle che hanno sterminato i greci e costretto gli inglesi alla Brexit), ma si è capito che erano solo chiacchiere propagandistiche rivolte all’interno … lo sapeva anche la Merkel che lo ha lasciato fare. Nulla è cambiato, come sappiamo con il senno di poi.
Ancor peggiore Tsipras, che con la sinistroide e infame syriza – falsa opposizione sotto il tallone della troika – ha illuso un popolo allo stremo e poi, nonostante il referendum (sempre più inculandum) ha diligentemente applicato le politiche europoidi di sterminio.
Mi sembra chiaro che il cinque stelle ha gettato la maschera (forte dell’appoggio delle élite per sostituire in prospettiva Renzi?), rivelandosi filo-atlantista e “europeista-unionista”, esattamente come i socialisti europei e i popolari. Ci si concentri sulla vittoria alle comunali di Roma e Torino – sulle “eroine” sindachesse Raggi e Appendino! –  e si lascino correre queste grandi questioni “che passano sopra le teste di tutti”. Il m5s è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla! Questa è la verità, per loro stessa, tardiva ammissione … non hanno tradito solo il leale alleato Nigel Farage del UKIP, ma anche i milioni d’italiani che soffrono sotto il tallone unionista e gli hanno affidato il consenso, sperando in una svolta epocale!
Quel che è peggio, è la posizione più o meno nascostamente filo-atlantista del cinque stelle, per il rischio che corriamo di essere trascinati dalla superstruttura militare in mano alle élite in un conflitto devastante con la Russia, che è tutto fuorché nostra nemica (i veri nemici stanno al Pentagono e ai vertici della Nato!). I capi dei grillini non vogliono uscire dalla Nato – come non desiderano uscire dalla Ue – ma semplicemente … cambiarla dall’interno.
Mi sembra chiaro che il cinque stelle si candida a essere il “cocco” subpolitico collaborazionista italiano della fazione elitista filo-americana, la quale, prevalendo sulle altre, potrebbe aprirgli le porte del governo. Sempre che non sorga in tempo il partito della nazione, sulle ceneri di quel ferrovecchio che è il piddì.
State pur certi che con il cinque stelle in ascesa, si resterà nella Ue, nell’euro e nella Nato, perché, come tutti gli imbroglioni – Tsipras, Renzi, eccetera – si devono cambiare le cose stando caparbiamente all’interno … anche se ciò significa distruzione del sociale, della struttura produttiva nazionale o, peggio, distruzione tout court a causa di una guerra in Europa.
Mi sembra chiaro che l’Italia è un terreno fertilissimo per la nascita e l’affermazione di false opposizioni al globalismo finanziario guerrafondaio e di un populismo posticcio, confuso, d’accatto, con il cuore filo-atlantista e pro-eurista.
Il cinque stelle sta gettando la maschera ed è lì a dimostrarcelo …
Ad infima!

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