L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 giugno 2016

Implosione europea, le hanno tentato tutte ma la dura realtà li ha sveglati, ancora sono rintronati e non capiscono

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Nessuna illusione sulla Brexit di Eugenio Orso 

Avrei scommesso, ovviamente a malincuore, sulla vittoria del “Remain” in Gran Bretagna, dando per scontato che le élite finanziarie e i loro servi hanno, ormai, una potenza schiacciante sui popoli, almeno in Europa. Dopo l’omicidio Cox, pianificato per influenzare i risultati, mi aspettavo brogli nello scrutinio a vantaggio della permanenza nella Ue. Sappiamo bene con quali entità criminali, senza scrupoli e limitazioni etiche, abbiamo a che fare.
Secondo i media, ieri le famigerate borse erano in rialzo, i sondaggisti (altrettanto famigerati) davano il “Remain” oltre il cinquanta per cento e gli scommettitori, notoriamente interessati ai soldi, scommettevano cinicamente sul Brexin. Eppure ieri la maggioranza dei britannici, presentatasi alle urne in massa (per oltre il settanta per cento degli aventi diritto), ha ribaltato un risultato che al sottoscritto sembrava scontato.
Questa mattina, di buon’ora, quando ancora ignoravo l’esito del referendum inglese sulla permanenza nella Ue, qualcuno mi ha inviato un sms dal contenuto inequivocabile: “Gloria e onore al popolo britannico”. Sono caduto dalle nuvole, tanto ero sicuro che il combinato disposto omicidio Cox-campagna diffamatoria e terroristica contro gli indipendentisti-brogli elettorali pro-Ue avesse reso impossibile un risultato diverso dal “Remain”.
E’ evidente che mi sono sbagliato … il problema è perché mi sono sbagliato. Di seguito presento due ipotesi.
1)    Forse l’omicidio Cox – donna, antirazzista, laburista, politicamente corretta pro-Ue – la campagna mediatica terroristico-diffamatoria ed eventuali brogli in nome del Brexin non sono bastati davanti alla caparbietà di un popolo che vuole sovranità e indipendenza. Ciò significherebbe che gli onnipotenti elitisti finanziari, che manovrano le “istituzioni europee”, i collaborazionisti politici e mediatici, gli stessi mercati, sono stati sconfitti per la prima volta dalla tenacia di un popolo affamato d’indipendenza e libertà. Forse costoro non riescono a controllare proprio tutto e qualcosa inizia a sfuggirgli di mano … a partire proprio dalla Perfida Albione, per ironia, antica culla della “mano invisibile” assassina del mercato, del liberismo economico “classico” e del liberalismo politico.
2)    Forse, però, l’aver permesso la vittoria degli indipendentisti e sovranisti britannici, senza insistere con altri omicidi o attentati, senza esagerare con i brogli, potrebbe essere cosa non propriamente positiva, ma il riflesso di un piano elitista di riserva. In pratica, “Lasciamo che i britannici si sfoghino al referendum e manifestino la loro voglia d’indipendenza, per poi colpirli in modo severo ed esemplare, con la destabilizzazione, gli attentati, il crollo della sterlina, le difficoltà finanziarie, l’indipendenza della Scozia attratta dall’Ue, eccetera”. Ciò consentirebbe di dare una lezione memorabile al ribelle, che potrebbe essere costretto a “tornare all’ovile” pesto e umiliato e – due piccioni con una fava – di creare un terribile precedente per impedire che altri popoli europei, molto più oppressi dalla Ue dei britannici, seguano la stessa strada.
Quale delle due ipotesi sarà vera? Non so perché, ma pur avendo ciccato in pieno il risultato del referendum britannico, mi sento di rischiare ancora, scommettendo sulla seconda …

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