L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2016

Mass Media - Il Washington Post ha il testimone dei Complottisti

Cyber security, i 5 attacchi informatici attribuiti alla Russia

Gli episodi raccontati dal Washington Post

Cyber security, i 5 cyber attacchi attribuiti alla Russia (scheda)
Roma, 16 giu. (askanews) - Mentre la Nato decide di fare del cyber spazio il quinto dominio operativo, la minaccia di attacchi informatici, spesso guidati dalla mano spesso invisibile di attori statali, cresce. L'offensiva del 14 giugno condotta presumibilmente da un gruppo di hacker russi contro i computer del Democratic National Committee (Dnc), è solo l'ultimo di una lunga serie di attacchi che gli esperti attribuiscono alla Federazione russa, nonostante le smentite di Mosca. Almeno cinque altri episodi recenti a danno dell'Occidente, racconta il Washington Post, sarebbero opera di pirati informatici legati al Cremlino:

1) Fuga di dati dalla Casa Bianca. Nel 2014 alcuni hacker russi si sarebbero infiltrati in server non classificati della Casa Bianca per ottenere informazioni sulle email scambiate tra il presidente Barack Obama e il suo staff. Secondo quanto riportato allora dal New York Times, gli stessi hacker si sarebbero introdotti anche nei server del Dipartimento di Stato e, in base a quanto riferito dal segretario della Difesa Ashton Carter, questi avrebbero avuto accesso anche ai server del Pentagono.

2) Attacco alla centrale elettrica ucraina. Il 23 dicembre del 2015, 230mila ucraini sono rimasti al buio dopo che degli hacker di provenienza russa hanno preso controllo di una centrale elettrica nell'ovest del Paese, aprendo in via remota gli interruttori di circuito e spegnendo il sistema di alimentazione della struttura. Subito le autorità ucraine hanno puntato il dito contro la Russia, visto il suo coinvolgimento in Crimea e il supporto ai separatisti della regione del Donbass.

3). Attacchi DDoS in Estonia. Nel 2007 l'Estonia è stata vittima di una prolungata e massiccia ondata di attacchi del tipo DDoS che hanno intasato di traffico IP i computer di varie banche, agenzie governative e media nazionali, generando una pesante interruzione di alcuni servizi al pubblico, tra cui il prelievo di contante dai bancomat. Tallin ha poi incolpato la Russia dell'accaduto (Usa e Nato, malgrado la disponibilità a prestare la loro assistenza tecnica e militare al Paese baltico, non hanno mai formalmente sostenuto le accuse).

4) Fusione all'acciaieria tedesca. Nel dicembre del 2014, l'Ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica ha annunciato che degli hacker erano riusciti a penetrare nei computer di una acciaieria e avevano preso il controllo di uno degli altoforni, impedendo ai dipendenti di bloccare l'azione spegnendolo.

5) Intrusione informatica a TV Monde 5. La rete televisiva TvMonde 5 è stata vittima nell'aprile del 2015 di una serie di offensive che hanno portato alla chiusura temporanea dei 12 canali della stazione. Nonostante gli attacchi siano stati rivendicati dal CyberCaliphate, legato allo Stato Islamico, la polizia francese aveva sostenuto allora che gli hacker fossero russi, in particolare gli stessi che l'anno prima si erano infiltrati nei sistemi della Casa Bianca e qualche giorno fa nel Dnc, i quali farebbero capo al gruppo noto come APT28, Sofacy o Fancy Bear.
(fonte: Cyber Affairs)

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