L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2016

'Ndrangheta - è nei gangli dello stato, compra alberghi, ristoranti e bar, si trova negli appalti pubblici, è nelle banche, l'informazione non si sottrae

Ndrangheta, Gratteri: “In pericolo anche giornali e televisioni”

Nicola Gratteri
I risultati sono innegabili. Ma la lotta alle mafie è un percorso nel quale ancora lo Stato non può ritenersi vittorioso. Nicola Gratteri, al convegno sulla lotta patrimoniale alla criminalità organizzata che si è tenuto a Roma ha parlato, come di consueto, chiarissimo. Sul traffico di droga ha chiarito: “Sta accadendo che il prezzo della cocaina non diminuisce ma aumenta. Questo vuol dire che sta arrivando troppa cocaina in Italia e noi riusciamo a sequestrare non più del 10% di quella che arriva”.
Con questi soldi, prosegue, “la ‘ndrangheta sta comprando tutto ciò che è in vendita da Roma in su. Quindi non abbiamo idea quelle di quelle che sono le ricchezze immense delle mafie. E con questi soldi non stanno comprando soltanto alberghi, ristoranti, pizzerie. Se questa gente inizia a comprare pezzi di giornali o di televisione? Se questa gente inizia comprare e a manipolare il consenso e l’informazione? Questo è un grande pericolo per la democrazia e per la libertà. Libertà non è parlare oggi o gridare contro la mafia, la libertà è la possibilità per un commerciante e per un imprenditore di fare scelte economiche. Cosa fare oggi? Noi qui parliamo delle proposte di riforma della commissione che ho avuto l’onore di presiedere e di direttive, soprattutto quelle che prevedono di utilizzare in modo massiccio l’informatica, di abbattere i costi e quindi i tempi dei processi”.

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