L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 giugno 2016

#No3GuerraMondiale - la Nato e le sue provocazioni hanno una reazione uguale e contraria

Il mondo oggi
L’Anakonda della Nato alle porte di Russia 

 
[carta di Laura Canali]
8/06/2016

La rassegna geopolitica quotidiana
a cura di Federico Petroni




L’Anakonda della Nato alle porte di Russia

Prosegue la militarizzazione della faglia orientale tra Russia ed Europa, ribattezzata da Limes “linea dell’Intermarium“, poiché corre longitudinalmente dal Baltico al Mar Nero separando la sfera d’influenza di Mosca da Nato e satelliti.

In Polonia è iniziata Anakonda, la più grande esercitazione in Est Europa dalla fine della guerra fredda: 31 mila truppe (di cui 14 mila Usa e 12 polacche) di 24 paesi Nato ed ex sovietici, tra cui l’Ucraina, 3 mila veicoli (compresi più di 90 carri Abrams statunitensi), 105 aerei, 12 navi. Coinvolge esercitazioni contro minacce cibernetiche e chimiche, paracadutistiche, elicotteristiche, pure del genio militare.

Venerdì truppe e armamenti attraverseranno anche la breccia di Suwałki, corridoio di 65 chilometri tra Kaliningrad e la Bielorussia e ventre molle della Nato, secondo la pianificazione (e la propaganda) dell’Esercito degli Stati Uniti, in caso di invasione russa delle tre repubbliche baltiche.

Anakonda fa parte della strategia “deterrenza e dialogo” della Nato nei confronti della Russia e del tentativo di Washington di rassicurare la Polonia sull’automatismo dello scudo statunitense. Il minimo, d’altronde, per chi inquadra Mosca come “una sorta di minaccia esistenziale“.

Difficilmente però Varsavia si accontenterà e sta premendo affinché i membri orientali dell’alleanza ricevano lo stesso grado di protezione offerto dall’ombrello a stelle e strisce dei membri occidentali. Traduzione: truppe schierate in modo permanente sul proprio suolo. Gli Usa offrono un battaglione per ogni Stato baltico (Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia) che ruoti ogni 6 mesi (“permanent presence“, non “permanent basing” è la vulgata ufficiale). E sono pronti a metterne sul piatto due dei loro, ma gli altri membri della Nato non brillano per iniziativa.

Nel frattempo, Mosca non sta a guardare e sta realizzando una grande base (il lotto occupato dai militari misura 142 ettari) a Klintsy, a 50 chilometri dal confine ucraino, prima conseguenza tangibile dell’annuncio del ministro della Difesa Shoigu della formazione 3 nuove divisioni da schierare nella Russia occidentale.

Tanto furoreggia il sabba militarista sull’Intermarium che la disponibilità tedesca a svolgere un più attivo ruolo militare non solo non passa inosservata ma viene pure incoraggiata. Berlino ha infatti deciso di incrementare spesa per la Difesa e numero di truppe per la prima volta dalla seconda guerra mondiale e sta pensando di assumere il comando del personale Nato da ruotare in Lituania.

Tutti contenti, armati fino ai denti, in una serie di mosse e contromosse che approfondiscono il reciproco fraintendimento (come la recente apertura di una base dello scudo antimissile Nato in Romania). In vista di una guerra che nessuno vuole, ma che ognuno prepara.

Per approfondire: Così l’America ha ritrovato il suo nemico ideale | Carta: La nuova cortina di ferro


http://www.limesonline.com/lanakonda-della-nato-alle-porte-di-russia/92229 

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