L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 giugno 2016

#No3GuerraMondiale - Sempre più soldati Nato in permanenza ai confini della Russia, una provocazione permanente


Forze NATO: Russia è accerchiata 


15 giugno 2016, di Daniele Chicca
NEW YORK (WSI) – La NATO si prepara ad accerchiare la Russia rafforzando la sua presenza nel Baltico, nei Balcani e in generale nell’Europa dell’Est. I soldati tedeschi opereranno in Lituania, quelli britannici saranno dispiegati in Estonia, mentre quelli americani proteggeranno la Lettonia e quelli canadesi dovrebbero essere designati all’impegno in Polonia.

Nel Mediterraneo, invece, le forze da combattimento dell’Alleanza Atlantica sono sempre più numerose. È normale che la Russia, che più di tutto teme un’espansione della NATO intorno ai suoi confini, si senta minacciata.

Mosca non ha ancora annunciato le sue contromisure, ma vista anche la politica aggressiva cui ci ha abituato il presidente russo Vladimir Putin, non tarderà a farlo. L’obiettivo delle forze della NATO è quello di garantire la difesa dei paesi del Baltico da eventuali mire espansionistiche dei russi.

Il prossimo 8 e 9 luglio a Varsavia si terrà il summit della NATO, l’ultimo del presidente americano Barack Obama, giunto ormai al termine del suo secondo mandato. Gli Usa tengono molto al successo del vertice ed è probabile che la presenza militare dell’Alleanza Atlantica ai confini con la Russia sarà sempre più massiccia.

Non bisogna dimenticare che la Russia viene percepita e classificata come una minaccia dalla NATO. Il segretario Generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg ha affermato che Usa e Unione Europea hanno il diritto di difendere i suoi territori in suolo straniero.

Chiaramente una strategia di questo tipo rischia di provocare un’escalation delle tensioni tra le due super potenze, aumentando il rischi che scoppi un conflitto internazionale. La NATO vuole rafforzare in maniera significativa la presenza militare a Est, schierando battaglioni in Polonia e negli Stati del Baltico



Fonte: Deutsche Wirtschafts Nachrichten (German Economic News) 


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