L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 giugno 2016

NoMuos - il Tribunale rimanda al mittente la richiesta di dissequestro

Muos, Tribunale conferma sequestro
«C’è violazione ambientale»

Rigettata l’istanza di dissequestro presentata dal ministero dopo che il Cga ha di fatto chiuso la vicenda sulle autorizzazioni rilasciate dalla Regione, ritenendole legittime. Ma il Tribunale questa pronuncia sarebbe irrilevante dal punto di vista penale

di Redazione online

Nuova pagina nell’infinita vicenda Muos. Il Tribunale di Calatagirone ha confermato il sequestro perché «resta il “periculum in mora” per i reati paesaggistici» nella costruzione «dell’opera asseritamente abusiva sull’equilibrato e ordinato assetto territoriale». Nonostante il Cga di Palermo il 6 maggio scorso abbia di fatto chiuso la vicenda sulle autorizzazioni rilasciate dalla Regione, ritenendole legittime, per il giudice tali decisioni «non sono idonee a determinare l’automatica insussistenza del carattere abusivo dell’opera e, dunque, del `fumus´ del reato contestato». Per questi motivi il Muos, stazione di trasmissione militare Usa di Niscemi (Caltanissetta), resta sotto sequestro. Così il Tribunale di Caltagirone ha motivato il rigetto della richiesta di dissequestro presentata dall’avvocatura dello Stato su iniziativa del ministero della Difesa. Il giudice Cristina Lo Bue ha accolto le istanze di mantenimento dei sigilli del procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, e dell’avvocato Goffredo D’Antona in rappresentanza dall’ associazione antimafie Rita Atria.
Le motivazioni
Il Tribunale di Caltagirone ha ritenuto ininfluente la decisione del Cga sul piano penale e invece ancora valide le motivazioni per il sequestro disposto, perché il Muos è in un’area ambientale a inedificabilità assoluta. Secondo il giudice Cristina Lo Bue «occorrerà verificare in sede dibattimentale la legittimità dei provvedimenti - non dedotti e dunque non direttamente affrontati in sede amministrativa - che non è possibile valutare nell’attuale fase procedimentale». Il Tribunale ritiene che «non sono sopravvenuti elementi di novità» che consentano di «rivedere il decreto di sequestro preventivo» e pertanto, «rigetta l’istanza di revoca» del provvedimento.
6 giugno 2016
 

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