L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 giugno 2016

NoTav - un governo pasticcione e corrotto continua nelle sue menzogne e ad avvalare le mafie

Antimafia non varrà per la Tav


Scritto da Sen. Marco Scibona, M5s*
Pubblicato Giovedì 09 Giugno 2016

Nell'accordo del 2016 è solo prevista una generica lotta alla criminalità, nonché la previsione di un regolamento della Commissione intergovernativa italo-francese. Non è un atto avente forza di legge

Alcune agenzie hanno dato la notizia che agli appalti dei lavori per la realizzazione della parte transfrontaliera della nuova linea Torino-Lione verrà applicata la normativa antimafia italiana. Secondo le agenzie la normativa antimafia[...] verrebbe applicata in forza di un regolamento emesso dalla Commissione intergovernativa italo francese (CIG). Anche uno studente al primo anno di giurisprudenza capirebbe come tale informazione è errata. Infatti, a seguito dell’accordo Italia Francia del 2012, divenuto legge in Francia e Italia con le rispettive ratifiche, il diritto applicabile agli appalti (vedi art. 6.5 comma 2°) è solo quello francese.
L’accordo infatti è una “Legge dello Stato” e quindi per introdurre la normativa antimafia italiana bisognava abrogare il predetto articolo 3 attraverso il nuovo accordo di Venezia di quest’anno. Nulla di tutto ciò è avvenuto. Nell’accordo del 2016 è solo prevista una generica lotta alla criminalità, nonché la previsione di un regolamento della Commissione intergovernativa italo-francese (CIG). Questo regolamento, emesso recentemente da una commissione non avente competenza legislativa, proprio in quanto tale non è un atto avente forza di legge.
Tale regolamento, non essendo stato trasfuso nell’accordo del 2016 – essendo successivo – non potrà modificare i rispettivi ordinamenti giuridici. La situazione attuale è immutata: il codice antimafia e le interdittive continueranno ad essere inapplicabili ai lavori transfrontalieri della Torino-Lione. Tra l’altro, come affermato dall’avvocato Massimo Bongiovanni del Foro di Torino, per poter applicare anche in Francia la predetta normativa dovrebbe essere approvata un apposita legge dal parlamento francese e non certo un mero regolamento da parte della CIG.
Già abbiamo visto quanto è stato inefficace il protocollo di intesa tra gli operatori della Torino-Lione e la Prefettura di Torino che non ha impedito la supposta penetrazione della 'ndrangheta nel cantiere di Chiomonte attraverso una ditta che ricevette il sub appalto per asfaltare le strade del cantiere ad uso della Questura, circostanza attualmente in corso di accertamento al processo San Michele. Per quanto ancora Governo e maggioranza neutralizzeranno gli strumenti delle autorità competenti per contrastare l’infiltrazione mafiosa nelle Grandi Opere?
*Marco Scibona, Senatore M5s, Segretario VIII Commissione Lavori pubblici, comunicazioni

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