L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 giugno 2016

Produttività - si parla sempre di salari perché è quanto riesco a estorcere al lavoro vivo che incide, delle condizioni di vita di chi lavora a questi ladri di soldi non gli, ne importa nulla, per questo vogliono eliminare tutti i diritti possibili, tanti Rosarno li lascia indifferenti


La convention dei giovani di confindustria

Confindustria, Boccia: «Scambio salario-produttività e taglio tasse sono i nodi del Paese»



Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia

Scambio salario-produttività e poi taglio tasse su imprese e lavoro. Sono i «due step» indicati dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, concludendo la convention dei Giovani industriali a Santa Margherita Ligure (aperta ieri dal presidente dei Giovani Marco Gay), per spingere sulla crescita e lo sviluppo del Paese. Quanto alla proposta di politica industriale che entro l’estate Confindustria presenterà al goveno, ha assicurato: «Non facciamo liste della spesa, faremo proposte chiedendoci prima se sono nell'interesse e per la crescita dell’Italia».


Boccia: scambio salario-produttività e taglio tasse
Boccia ha ricordato che «oggi si parla di produttività, centrando un punto nodale del Paese». Di qui la necessità di «costruire una grande piattaforma di scambio tra salario e produttività, che è nell'interesse dei lavoratori e delle imprese». Il numero uno degli industriali, come aveva già fatto nel suo primo discorso ufficiale da presidente di Confindustria, ha precisato che il tema «non è chiedere salari bassi, ma alti purché la produttività aumenti».


Bisogna quindi «costruire un circolo virtuoso: più produttività, più salari, più occupazione, più competitività del sistema Paese, più domanda interna», sottolineando che questo percorso «riguarda non solo le parti sociali ma il progetto Paese». E se questo andrà bene, ha spiegato Boccia, «chiederemo di ridurre la tassazione su imprese e lavoro». Sono due step «per spingere sulla crescita e sullo sviluppo». Il presidente di Confindustria ha poi annunciato che vedrà a breve Cgil, Cisl e Uil per aprire un discussione sulle nuove relazioni industriali. E ha chiosato: sui contratti «è meglio che il governo non intervenga».


«Noi equidistanti, pensiamo a interesse Paese»
Boccia ha sottolineato che le imprese devono vincere la sfida del digitale e cavalcare la quarta rivoluzione industriale, mentre Confindustria «da trincea deve essere avanguardia». E sulla proposta di politica industriale che entro l’estate Confindustria presenterà al goveno ha assicurato: «Faremo proposte chiedendoci solo se sono nell'interesse del Paese, liste della spesa non ne facciamo». Poi ha aggiunto: «Noi i muri li sfondiamo e i ponti li costruiamo. Sfondiamo i muri di preconcetti, pregiudizi e assuefazioni; costruiamo i ponti della crescita e delle società aperte».
“Bisogna costruire una grande piattaforma di scambio tra salario e produttività”
Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria 
Il tutto con « scelte equidistanti dalla politica», perché «se sono le nostre idee dobbiamo portarle avanti, senza preoccuparci di chi dice che sono di destra o di sinistra». E se qualcuno uscirà da Confindustria perché «non si sentirà rappresentato, tanti entreranno se sapremo rappresentarli».


«Avanti su riforme, il 23 cuore e testa insieme»
Quando il 23 giugno Confindustria si riunirà per assumere una posizione sul referendum costituzionale «cuore e testa convergeranno per l'interesse del Paese» ha assicurato Boccia, che attende una valutazione condivisa dal Consiglio Generale di via dell'Astronomia. Ma in Confindustria la linea appare già chiara verso il sì: la spinta alle riforme è “nel dna” dell'associazione, ha sottolineato oggi anche la past president Emma Marcegaglia.
Ed ai Giovani Imprenditori Boccia si è rivolto affettuosamente così: «Non cambiate mai. Oggi dovrei arrabbiarmi perché avete fatto una fuga in avanti sul referendum», con un forte sostegno al percorso di riforme, «ma non posso arrabbiarmi perché io e Emma Marcegaglia quando eravamo più giovani eravamo come voi».

Nessun commento:

Posta un commento