L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 giugno 2016

Rai - il giglio magico massonico mafioso l'ha occupata e noi non possiamo pagare il canone Tv, non c'è servizio pubblico

Freccero: "Voto no ai palinsesti Rai, pensiero unico e niente satira"

POLITICA

Freccero: Voto no ai palinsesti Rai, pensiero unico e niente satira
CARLO FRECCERO
Voto no ai palinsesti Rai perché offre l'immagine di un'Azienda "monocorde, che esclude la differenza e il confronto, cancellando la satira e la controinformazione". Questa in sintesi la posizione espressa all'Adnkronos da Carlo Freccero nella giornata in cui il consiglio è chiamato a esprimersi sui palinsesti della prossima stagione che proprio domani a Milano saranno presentati agli investitori pubblicitari.
"Gli appunti che voglio fare qui ai nuovi palinsesti, non riguardano le singole reti - spiega il consigliere di Viale Mazzini - quanto l’immagine globale di Rai che scaturisce dalla loro somma. E l’immagine che percepisco io è un’immagine insufficiente proprio riguardo all’informazione. Gli eventi recenti, come la Brexit, sono testimonianza del bisogno di intervenire di volta in volta con servizi giornalistici tempestivi e di avere a disposizione contenitori flessibili che permettano di commentare gli eventi in diretta".
"I palinsesti Rai che ho potuto visionare - sottolinea Freccero - conservano un solo contenitore d’informazione in prima serata: Semprini su Rai3. Non sappiamo neanche se questa nuova forma di talk si presterà a questo scopo. Attualmente l’unico programma di commento politico trasferibile, in caso di eventi in prima serata, è il 'Porta a Porta' di Vespa. Ma non possiamo affidare la politica a un'unica voce. E arriviamo così al secondo punto critico rispetto all’informazione".
"L’abbandono della lottizzazione delle reti - ragiona Freccero - ha sicuramente aspetti positivi, almeno perché sembra sottrarre la tv all’ingerenza dei partiti. Ma può essere letta anche in chiave critica come affermazione del pensiero unico. I conduttori di trasmissioni politiche e d’informazione sono tutti inquadrabili nella linea 'ultra renziana' de La Repubblica di Calabresi e de Il Foglio di Cerasa. Insomma, una molteplicità di conduttori non significa necessariamente confronto tra opinioni diverse, se queste opinioni sono riconducibili ad una visione unica delle cose ed a una valutazione unanime degli eventi".
"Preso atto altresì che le decisioni dei direttori di Rete vanno rispettate - prosegue il consigliere - io proporrei di intervenire sull’armonizzazione dei palinsesti per restituire visibilità a quel poco d’informazione dissidente che, nonostante tutto, sopravvive in Rai. Mi riferisco a Gabanelli e Iacona, relegati in nicchie di programmazione che ne annullano di fatto la visibilità. E che rappresentano veri e propri errori grammaticali dell’armonizzazione, perché non valorizzano programmi che comunque, oltre ad essere dissenzienti rispetto alla linea editoriale prevalente, presentano comunque costi di produzione che ne richiedono la migliore valorizzazione".
"Sottolineo con un esempio clamoroso tutto ciò che ho descritto - chiarisce Freccero - Il lunedì e il martedì, giorni ormai di maggiore ascolto della tv in prime time, Rai1 ha collocato la sua migliore fiction, Rai2 il meglio dell’intrattenimento, mentre Rai3 i programmi d’informazione: 'Report' della Gabanelli e il nuovo talk a cura del neo acquisto della Rai Semprini. E’ chiaro come sia complementare la programmazione di Rai1 e Rai2 e come sia penalizzata Rai3. Non sarebbe stato più opportuno collocare al lunedì e al martedì gli storici programmi di servizio di Rai3 come 'Mi manda Rai3' e 'Chi l’ha visto', che hanno uno zoccolo di spettatori fedeli ed esaltare le inchieste di 'Report' al mercoledì o al giovedì?".
Un’ultima osservazione di Freccero: "attenzione alla programmazione del sabato di Rai1, giorno tradizionale di appuntamento fisso con il varietà, che rischia di perdere anche il suo pubblico tradizionale, sconcertato da programmi differenti".
"Concludendo - ribadisce Freccero - siamo di fronte ad una Rai monocorde. Le poche voci divergenti sono di fatto occultate nelle pieghe di un palinsesto di un pensiero unico televisivo tanto patinato da rivelarsi superficiale".

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