L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 giugno 2016

Roma elezioni - un piccolo atto che ci costa poco, andiamo a votare il 19 giugno e mandiamoli via

Amministrative: a Roma tsumani 5 stelle e crollo Pd. M5S primo partito
6 giugno 2016, di Alessandra Caparello


ROMA (WSI) – “E’ un risultato storico per Roma”. Commenta così a caldoVirginia Raggi, la candidata del Movimento 5 stelle che ai risultati delle amministrative della Capitale risulta in testa e sfiderà il prossimo 19 giugno al ballottaggio il candidato del Pd Roberto Giachetti.

Raggi ottiene a Roma un risultato brillante, facendo sì che il movimento guidato da Beppe Grillo diventi il primo partito della Capitale con una percentuale del 35,6%, a fronte di 2177 sezioni scrutinate su 2600. Alle comunali del 2013 il M5S si era attestato al 12,82%: il risultato è che il partito ha quasi triplicato i consensi rispetto alle amministrative di tre anni fa.

Crolla invece nella capitale il partito democratico del Premier Matteo Renzi che si attesta al 17,2% contro il 26,26% ottenuto alle comunali del 2013 e il 43,07% delle europee.

Sale Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che ottiene il 12,3%, raddoppiando i consensi delle comunali del 2013 e arrivando a staccare Roberto Giachetti per solo 3 punti percentuali. Ma Meloni paga la decisione di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi di non sostenere la sua candidatura. Una “scelta suicida”, secondo il leader della Lega Matteo Salvini, che da subito aveva appoggiato Meloni.

Crolla invece Forza Italia e il suo candidato Alfio Marchini che arriva solo al 4,2% contro il 13,46% delle europee.

Un risultato strabiliante quello ottenuto dal M5s a Roma e il volto di Virginia Raggi campeggia su tutti i giornali. Come scrive Beppe Grillo dal suo blog:

“Secondo la quarta proiezione disponibile quasi alle due di notte il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica a Roma con il 37,5% e a Torino con il 32%. Virginia Raggi al momento è in testa per la corsa alla carica di sindaco con il 37,4% e andrà al ballottaggio con Giachetti o con la Meloni distaccati di circa 15 punti, UN RISULTATO STORICO! Chiara Appendino con il 35% tallona Fassino a Torino e tra due settimane sarà al ballottaggio, UN RISULTATO STORICO! Il ballottaggio si profila anche a Savona con Salvatore Diaspro. A Bologna Max Bugani ha raddoppiato i voti delle precedenti elezioni comunali, a Milano con Gianluca Corrado il MoVimento 5 Stelle è passato dal 3% a circa il 10% e a Napoli con Matteo Brambilla dall’1 al 10%. Ci sono già alcuni sindaci eletti al primo turno (per ora Fossombrone e Vigonovo). Il MoVimento 5 Stelle è lento ma inesorabile. Cambiamo tutto!”.

Ma i 5 stelle ottengono consensi anche fuori Roma. A Torino la pentastella Chiara Appendino sfiderà il sindaco uscente del Pd Piero Fassino. Dopo 15 anni il capoluogo piemontese torna al ballottaggio e la candidata 5 stelle commenta:

“Nei giorni scorsi si parlava addirittura di un sindaco senza ballottaggio e invece noi abbiamo ottenuto un grande risultato perché abbiamo lavorato ascoltando i bisogni dei cittadini. Anche per le prossime due settimane sarà importante l’ascolto delle istanze dei cittadini che vogliono risposte chiare e non risposte in politichese”.

Nelle altri grandi città a Milano è testa a testa tra il candidato del Pd, Beppe Sala e quello del centro destra, Stefano Parisi.

Nessuna sorpresa a Bologna dove il candidato del Pd Virginio Merola tocca arriva al 39.72% e dovrà sfidare al ballottaggio Lucia Bergonzoni della Lega che ha raccolto il 22,23%.

Sorpresa a Napoli, dato che conferma il crollo del Pd, dove Luigi De Magistrissfiderà al ballottaggio il candidato del centrodestra Gianni Lettieri mentre la pupilla renziana, Valeria Valente, è stata messa ko.

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