L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 giugno 2016

Sistema Bancario - e non poteva essere altrimenti una legge scritta per la massoneria toscana, piani ben congegnati per mantenere saldo il potere finanziario


ChiantiBanca si sfila dalla holding delle Bcc. Presentata istanza di way-out

Pubblicato:
LORENZO BINI SMAGHI

Anche ChiantiBanca decide di sfilarsi dalla holding unica prevista dalla riforma del credito cooperativo. Il cda dell'istituto ha presentato ieri l'istanza di way out, consentita dalla legge appena approvata dal Parlamento alle banche con patrimonio superiore ai 200 milioni di euro, permettendo loro di non partecipare al gruppo unico. L'istituto, che da inizio aprile è presieduto da Lorenzo Bini Smaghi, è la seconda Bcc toscana a presentare l'istanza dopo la Banca di Cambiano. E con l'atto di ieri - dopo le aggregazioni dei mesi passati - può ora pensare ancora più in grande, lavorando alla costituzione di un nuovo grande polo bancario toscano.
Il decreto legge convertito definitivamente in Senato a metà aprile aveva dato tempo sessanta giorni alle banche con i requisiti fissati dalla norma per chiamarsi fuori dalla holding e il termine ultimo per la presentazione della richiesta è fissato per il 15 giugno.
Contestualmente all'istanza presso Bankitalia, ChiantiBanca ha invito una relativa comunicazione ai soci, i quali "saranno chiamati a decidere in merito a questa fondamentale scelta strategica - sostiene l'istituto - anche sulla base dei risultati delle analisi e valutazioni di vantaggi e svantaggi che saranno condotte in questi mesi".
Il Cda, scrive ChiantiBanca, "si impegna a vagliare con cura ed estremo scrupolo ogni aspetto operativo, occupazionale e legale in modo da rappresentare ai soci, entro la fine dell'anno, il quadro il più possibile corretto e fedele delle opportunità e dei rischi inerenti ai due scenari dettati dalla riforma del Credito Cooperativo. L'unico obiettivo è quello di continuare a far crescere la banca per essere una protagonista dell'economia toscana, cogliendo le opportunità dello sviluppo territoriale e mantenendo inalterato il radicamento alle comunità".

Nessun commento:

Posta un commento