L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 giugno 2016

TTIP - un governo Renzi servo degli interessi delle multinazionali e degli Stati Uniti lontano anni luce dagli interessi degli italiani e dalla sua economia

La posizione del Governo sul partenariato transatlantico, TTIP

Posted by Maura Sacher
Date: giugno 08, 2016
Il Governo italiano sul Trattato TTIP non ammette obiezioni, se ne fa portavoce il Ministro Calenda: il Ttip non è un semplice accordo commerciale come altri, ma è una scelta strategica e culturale per l’Ue.

È dal lontano ottobre 2014 che il Presidente del Consiglio Renzi era informato delle trattative iniziate un anno e mezzo prima, avendo retto il mandato di Presidenza del Consiglio UE nel secondo semestre, anche se in meri termini conoscitivi come si conviene quando sono gli uffici e i funzionari ad occuparsi di fornire i documenti.

Facendo i conti, risaliamo ad un inizio di trattative segretamente avviate nel 2012-2013, periodo del Governo tecnico Monti e del subentrante Governo Letta. A quell’epoca, membro del Consiglio UE per gli Affari Esteri e Commercio era Carlo Calenda, da maggio 2013 viceministro allo Sviluppo Economico e da gennaio 2016 rappresentante permanente dell’Italia a Bruxelles, nominato da Renzi, che nel giro di un paio di mesi lo richiama per affidargli il medesimo Ministero, vacante a seguito delle dimissioni della Guidi.

Ed è Calenda a difendere la posizione italiana, non quella che dà voce alle obiezioni, alle critiche, ai timori, delle svariate categorie di consumatori e di cittadini e dei comitati NO-TTIP, STOP-TTIP, recepite da movimenti parlamentari come Lega e 5Stelle. La posizione di Calenda continua sulla linea di sostegno alle dichiarazioni di Renzi alla stampa nel dicembre 2014 («Grande trasparenza, grande confronto, grande apertura, grande opportunità per l’Italia, il ttip deve andare avanti di pari passo con il ‘made in’»).

Il Ministro Calenda obietta punto per punto a chi formula perplessità sull’introduzione di alimenti contaminati o parla di “cavallo di Troia” per favorire l’invasione degli Ogm, o farnetica sul pericolo della mancata tutela dei marchi Igp, Doc, le denuncia come “falsità”. E aggiunge che non è nemmeno vero che il processo non è democratico, servirà invece l’unanimità dei Paesi Membri della UE per l’approvazione definitiva dell’accordo.

In effetti, solo quando sarà ratificato, il Ttip verrà consegnato ai governi dei 28 paesi ed al Parlamento europeo: saranno loro a stabilire se potrà entrare in vigore o meno.
E verrà pubblicato online, parola di Ministro.

Maura Sacher

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