L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 luglio 2016

Argentina - si parla di libertà solo quando fa comodo ai potentati economici dominanti

Migliaia di persone chiedono a Buenos Aires la libertà dei tupaqueros

29.07.2016 - Buenos Aires Redacción Buenos Aires
Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo
Migliaia di persone chiedono a Buenos Aires la libertà dei tupaqueros
Oggi, di fronte al Ministero della Giustizia argentino a Buenos Aires, migliaia di persone si sono riunite per chiedere la liberazione immediata di Milagro Sala, Raúl Noro e degli altri nove tupaqueros illegalmente detenuti.
I manifestanti chiedono giustizia per Jujuy. All’Obelisco (luogo simbolo di Buenos Aires e di numerose lotte sociali, n.d.t.), una larga colonna umana si è formata quasi per inerzia. Stava lì a manifestare un unico motivo: manifestare e manifestarsi al di là del silenzio della stampa egemonica; parlare della situazione che vive la Provincia di Jujuy in questo momento nonostante il silenzio dei media egemonici.
“Non possono mettere a tacere il crimine di stato che va perpetrando il Governatore Morales e il suo stato di polizia”, ha dichiarato l’avvocato Eduardo Tavani, membro del Comité para la Liberación de Milagro Sala. “Siamo qui a chiedere l’immediata liberazione di Milagro Sala e dei 10 compagni, prigionieri politici a Jujuy”, ribadivano i manifestanti. “Venimos por justicia (Siamo qui per la giustizia)”, gridavano ogni volta più forte migliaia di  voci di fronte al Ministero della Giustizia, aspettando risposte.

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