L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 luglio 2016

Deutsche Bank se non viene nazionalizzata salta il Sistema Bancario europeo

LA NAZIONALIZZAZIONE DI DEUTSCHE BANK!

Scritto il 26 luglio 2016 alle 10:27 da icebergfinanza

Ricordo ancora come se fosse ieri il giugno del 2008 quando venne annunciata è confermata la recessione americana, lo sguardo compassionevole di alcuni interlocutori mentre raccontavo che secondo il nostro modellino di rischio alcune banche americane sarebbero fallite, nazionalizzate o incorporate con l’aiuto dello Stato americano.

Detto fatto ben otto centri su dieci, banche, istituti di credito ipotecario, assicurazioni, Freddie Mac, Fannie Mae, Lehman Brothers, Wachovia, Washington Mutual, Merrill Lynch, Morgan Stanley e Citigroup, oltre ovviamente a AIG AMBAC e MBIA.

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare. stessi sorrisini quando parlo dell’inevitabile nazionalizzazione di DeutscheBank!

Il bello è che ne parliamo da anni, mentre qualche pezzo grosso ha deciso di scommetterci sopra…



Certe cose si mettono a raccontarle solo ora anche i giornalisti italiani che hanno dormito per cinque lunghi anni, gli stessi che Icebergfinanza ha trascorso a raccontarvi della infinita fragilità del sistema bancario tedesco e soprattutto di DeutscheBank, una santabarbara.

Ad esempio questo è un giornalista che ha addirittura scritto un libro contro le banche italiane, “Stefano Righi: il grande imbroglio delle banche italiane” che ieri sul Corriere scrive…

“La retorica, cara ad alcuni governanti di Berlino, che vede le banche italiane — spaghetti e mandolino — rappresentare il tallone ferito dell’Europa del credito, dovrebbe per una volta confrontarsi con i dati che già emergono in trasparenza dagli stress test.”


Ovviamente sempre e solo a ridosso delle grandi notizie…le belle addormentate del giornalismo italiano si accorgono che in giro per il mondo c’è spazzatura finanziaria di dimensioni mille volte maggiore della nostra…

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