L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 luglio 2016

Ilva - un governo pasticcione e ladro incapace di nazionalizzare l'azienda e di far pagare i Riva

BOLLETTE, SALVA-ILVA È LEGGE CON IL PRELIEVO DI 400 MILIONI DA CASSA SERVIZI ENERGETICI. CONSUMATORI: “PAGHERANNO LE FAMIGLIE”
luglio 28, 2016

I consumatori non fanno a tempo a festeggiare la conferma del Tar della Lombardia di bloccare gli aumenti del costo della luce, che si preannuncia un’altra stangata: il Senatoha approvato definitivamente il decreto salva-Ilva, che, tra le altre cose, prevede un prelievo di 400 milioni dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) per coprire gli obblighi di rimborso della società siderurgica allo Stato per il 2016. Soldi che verranno restituiti nel 2018 o oltre.

E a pagare il conto potrebbero essere come al solito famiglie e imprese, visto che la Csea è alimentata dalle bollette della luce. L’Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico (Aeegsi), nei giorni scorsi, ha infatti avvisato governo e Parlamento sulla possibilità di nuovi aumenti delle tariffe se il decreto dovesse prolungarsi oltre il termine stabilito dal provvedimento, ossia il 2018. “Se la durata del prestito forzoso dovesse prolungarsi oltre il termine prefigurato dalla norma (2018), l’Autorità si troverebbe costretta ad aumentare le componenti tariffarie relative agli oneri generali, salvo poi riabbassarle una volta restituito il prestito, con evidente danno per i clienti chiamati a versare dette componenti tariffarie”, dice l’Aeggsi in una apposita segnalazione.

Parole che hanno messo in allarme le associazioni del consumatori, nonostante le rassicurazioni del viceministro dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova, secondo cui il prelievo “ha natura temporanea” e quindi non ci sarà nessun effetto sulle tariffe. “Il decreto rischia di provocare un aumento delle bollette elettriche di famiglie e imprese. Un fatto gravissimo”, afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. A muoversi dopo le parole dell’Autorità anche il Parlamento. Il Senato ha infatti accolto un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che chiama il governo a vigilare sull’effetto in tariffa. Si impegna il governo – si legge nell’odg – “a valutare l’opportunità di vigilare sull’attuazione delle disposizioni” contenute nel decreto salva-Ilva, “affinché non ne derivino aumenti delle tariffe delle bollette elettriche per famiglie e imprese e ad attivarsi per adottare ogni opportuna iniziativa”.

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