L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 luglio 2016

Roma - l'amministrazione passa sui soldi che non si hanno




La Raggi e Minenna alle prese con il debito capitolino (i cui conti non tornano)

24 Lug 2016
L’assessore Marcello Minenna è l’uomo chiave dell’Amministrazione di Virginia Raggi in Campidoglio: la figura che deve far quadrare i conti capitolini e riorganizzare l’intero mondo delle aziende partecipate, con il colore rosso accesso che domina tra i numeri del bilancio di Roma. In questi giorni si sta discutendo in Consiglio Comunale l’assestamento finanziario delle casse comunali con la prima seduta convocata venerdì scorso: atto finale domani, lunedì 25 luglio, nell’Aula Giulio Cesare dell’Assemblea capitolina. Proprio la Sindaca, intercettata dai cronisti, ha più volte ribadito che su questo tema “le precedenti amministrazioni non hanno svolto un buon lavoro” e che ora c’è da rimettere in piedi l’intera struttura dopo anni di  cattiva politica. Ai giornalisti Minenna ricorda, con una vena leggermente polemica, che “la relazione dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) fa presente che l’amministrazione capitolina ha un numero scandaloso di centri di spesa, poco meno di 300”.
Analizzando tutti questi numeri, l’assessore rileva che “in questo modo diventa difficile la governance del processo di contabilità. Se noi riuscissimo, in prospettiva, a riportare i centri nell’ambito dei dipartimenti, che sono 15, sarebbe molto meglio”. Quello che attende Minenna è un lavoro scrupoloso, attento e pieno di insidie: c’è da risanare l’intero impianto delle casse del Campidoglio, ridiscutere il debito con Palazzo Chigi e con tutti gli attori protagonisti per poi andare a trovare le risorse necessarie per lo sviluppo di nuove iniziative e investimenti. L’uomo dei conti è in piena attività anche per ritrovare, tra i faldoni che inondano la scrivania del suo ufficio, i punti in cui tagliare e andare così a compiere un vera e propria opera di “ripulitura del bilancio capitolino in cui abbiamo trovato dei cadaveri”, riferendosi alle cosiddette spese fantasma e a quelle voci finanziarie ferme da anni. Lo stesso Minenna ha sottolineato un “leggero” rapporto conflittuale con il commissario straordinario per il piano di rientro del debito di Roma Capitale, Silvia Scozzese.
L’assessore ricorda che tra il Campidoglio e “la gestione straordinaria commissariale c’è una dialettica molto vivace, che è peggiorata”. Intervenendo nell’audizione alla Commissione bilancio di Palazzo Senatorio, sottolinea con decisione che il Comune di Roma è stato condannato “a pagare 21 milioni per il Lodo Roma tpl che spettavano alla gestione commissariale ma abbiamo dovuto anticiparli noi. Se la gestione non paga dobbiamo pagare noi, questo è il mondo reale. Ci sono poi degli spazi di finanza che sono stati accordati tutti gli anni, da 150 a 400 milioni, da parte della gestione commissariale e zero invece nel 2016″. Un rapporto che va recuperato soprattutto per il bene dei cittadini romani, per rendere più sereno il cielo sulla città e mandar via le nuvole nere del debito. Le acque a Palazzo Senatorio sono agitate, la temperatura si alza non solo per gli alti gradi di questi giorni con una soluzione che va trovata al più presto: le opposizione alzano già il tiro, promettono un rapporto non strumentale e pretestuoso ma sui conti non scherza. I tagli vanno fatti, ma non in punti cruciali per la vita dei romani e neanche in settori, come quello dei centri antiviolenza, che rappresentano le stelle polari della nostra cultura sociale e civile.

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